La rivelazione di Lenglet: “Per questo non sono andato al Milan”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Clement Lenglet, uno degli obiettivi di mercato del Milan lo scorso gennaio, ha spiegato i motivi del suo mancato arrivo in Italia

Clement Lenglet è stato uno dei principali obiettivi del Milan nell’ultima sessione invernale di calciomercato. Il difensore francese, attualmente in forza all’Aston Villa, era stato identificato come un profilo di livello e subito pronto a incidere nel nostro campionato. Intervistato in esclusiva ai microfoni di gianlucadimarzio.com, il difensore ex Barcellona e Tottenham ha spiegato i motivi del suo mancato sbarco a Milano.

“I piani sono cambiati”

“Non giocavo con continuità e quindi volevo trovare una soluzione. La mia priorità era giocare e in quel momento non era possibile, quindi ci sono stati contatti con altri club. Poi ho iniziato a giocare e i piani sono cambiati. Ma la Serie A è un campionato che mi piace”.

“Conte? Una parola, passione”

Il difensore ha anche raccontato i suoi mesi alla corte di Antonio Conte, uno dei nomi fatti per la panchina del Milan nella prossima stagione, quando giocava al Tottenham: “Essere allenato da lui è stato fantastico, sono migliorato tanto. Il suo modo di allenare si potrebbe riassumere con la parola:passione. Prova a spingere ogni giocatore ogni giorno per raggiungere un livello più alto. A volte è un po’ duro ma è un allenatore forte: era ciò di cui avevo bisogno per migliorare. Soffrivo tanto negli allenamenti che ci faceva fare durante la preparazione. Dopo quel periodo, però, ci sembrava di volare in campo: i benefici erano pazzeschi. Mi sentivo bene, mi sono sentito al top per tutta la stagione”.

 

 

 

 

 

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