Lega Serie A vende i diritti TV: nuovi orari per i match di domenica?

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Le 20 società di Serie A, riunite nell’assemblea gli scorsi giorni, hanno approvato all’unanimità il bando relativo alla vendita dei diritti audiovisivi fino alla stagione 2028-2029.

Il prezzo minimo richiesto in caso di offerta triennale è pari a 1,2 miliardi di euro in media all’anno, quindi 3,6 miliardi totali. La base d’asta salirà del 10% in caso di assegnazione quadriennale (1,32 miliardi in media all’anno per 5,28 miliardi totali) e di un ulteriore 10% sul prezzo minimo in caso di vendita quinquennale (1,44 miliardi in media all’anno, quindi 7,2 miliardi totali). Tale crescita percentuale nei periodi più lunghi, secondo l’Amministratore Delegato Luigi De Siervo, permette al soggetto che investe di avere più tempo per recuperare l’investimento.

Come riportato da BeBeez, il bando con gli otto pacchetti sarà pubblicato entro la settimana prossima, e le offerte dei broadcaster dovranno pervenire entro i successivi trenta giorni. Nel caso in cui sia presentata un’offerta che rispetti il prezzo minimo, l’assegnazione sarà automatica. Rimane ovviamente l’attuale pacchetto 10+3+3, che prevede dieci partite in esclusiva per un’emittente (oggi DAZN) e tre in co-esclusiva per un’altra emittente (oggi SKY). Le combinazioni migliori dal punto di vista dell’utente, in quanto è richiesta la sottoscrizione di un singolo abbonamento, sono i pacchetti 9+1, 10+10 e 9+9+1. Il primo prevede nove partite in esclusiva per un’emittente e una partita in chiaro il sabato sera, che potrebbe essere trasmessa da Rai, Mediaset o Discovery. Il secondo prevede tutte le partite in co-esclusiva, mentre il terzo prevede nove partite in co-esclusiva e una partita in chiaro.

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Meno appetibili per gli utenti gli altri quattro pacchetti, in quanto richiedono la sottoscrizione di due abbonamenti: i pacchetti 8+2 e 7+3 prevedono otto o sette partite in esclusiva per un’emittente e due o tre per un’altra emittente, quello 6+3+1 la suddivisione delle partite tra tre emittenti (sei in esclusiva, tre in co-esclusiva e una a pagamento o in chiaro). Infine c’è il pacchetto 5+5+3 che prevede la suddivisione equa delle dieci partite tra due emittenti per 35 giornate, mentre le restanti tre sono assegnate in esclusiva a un’altra emittente.

Abbiamo deciso di pubblicare un bando estremamente ampio: comprende otto pacchetti e tre configurazioni diverse al loro interno, modello ’matrioska’. Per quanto riguarda i pacchetti abbiamo previsto tutte le possibilità, da una condivisione piena delle dieci gare fino a opzioni con maggiori esclusive, anche con la gara in chiaro al sabato sera”, ha detto De Siervo.

Nel caso in cui il bando dovesse andare deserto o la Lega Serie A dovesse ricevere offerte inferiori al prezzo minimo, si passerebbe ad una trattativa privata per cercare di raggiungere un accordo migliore: l’obiettivo della Lega Serie A è quello di arrivare a 1 miliardo di euro all’anno (l’attuale accordo triennale con DAZN e SKY, in scadenza nel 2024, prevede il pagamento di 927 milioni di euro ogni stagione).

Infine, c’è la terza soluzione, ovvero il canale della Lega Serie A, per cui in 10 anni un soggetto finanziario può, come distributore del canale, offrire un minimo garantito e presentarsi sul mercato. La Lega Serie A dovrebbe quindi uscire dalla dinamica del bando e confezionare un canale con all’interno inserita la pubblicità.

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Secondo quanto riportato invece dalla Gazzetta dello Sport, dal 2024-25 sarà possibile una nuova configurazione delle partite della domenica pomeriggio: non più tre gare alle 15 e una alle 18 come avviene oggi, ma due al primo pomeriggio (inizio alle 15) e le altre due a seguire (via alle 18), in uno schema base che però resta modificabile.

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