Lecce-Milan, Gazzetta: “Pioli da incubo, ma non è a rischio”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Lecce-Milan scatena ancora una volta la rabbia dei tifosi contro Pioli. I problemi sono tanti, l’ambiente è in rivolta ma il posto non è a rischio

Il brutto pareggio di Lecce riporta nel Milan gli stessi malumori precedenti alla vittoria col PSG. Ancora una volta, a salire sul banco degli imputati è mister Pioli, accusato di aver sbagliato i cambi, di non aver guidato nel migliore dei modi la squadra, nonostante fosse avanti per 2-0. Oltre ai risultati, poi, gli infortuni: autentico supplizio per giocatori e tifosi, costretti a subire o vedere cambi forzati praticamente in ogni partita. La sensazione è che ormai la panchina di Pioli (dopo il 2-2 tra Milan e Lecce) non sia più salda. Cambiare ora, però, è difficile.

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Riflessioni post Lecce-Milan

Il tema Pioli è ripreso in particolar modo nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, nel lungo pezzo dedicato al pareggio del Milan in casa del Lecce. Il giudizio all’allenatore del Milan è irremovibile: “Pioli da incubo“. Nonostante il pareggio che mette seriamente a rischio qualsiasi velleità Scudetto per la presente stagione, cambiare allenatore in corsa sembrerebbe un’opzione non praticabile. “Non è a rischio, ma sugli infortuni il club è inquieto”, recita ancora la Gazza. Proprio sulla tenuta fisica (e mentale) della squadra andrà aperto un discorso interno alla società importante. Non è possibile pensare di proseguire la stagione con questo numero di defezioni a partita, non è pensabile mantenere così basso il livello atletico della squadra. Nei prossimi giorni, sul tema, ci sarà un incontro tra Furlani e Pioli, nella speranza di vederci più chiaro e di trovare una soluzione in tempi brevi.

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Niente esonero

Il mondo Milan, soprattutto quello social, ha vissuto il pareggio con il Lecce come la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. Pioli, già scaricato da una buona fetta della tifoseria da settimane, è nuovamente finito nell’occhio del ciclone, pagando spesso colpe non necessariamente sue. Come mai non arriva l’esonero? I motivi sono diversi. Innanzitutto, cambiare allenatore in corsa, senza un progetto valido come alternativa immediata, potrebbe rivelarsi un suicidio anche per quanto riguarda il raggiungimento dell’obiettivo minimo della stagione, la qualificazione in Champions League. In secondo luogo, Pioli ha leggermente aumentato il suo credito nei confronti della società vincendo il match decisivo con il PSG, mostrando ancora una volta un’inquietante bipolarismo a livello di risultati. In sintesi: troppo tardi per l’esonero di Pioli, si andrà molto probabilmente avanti così.

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