Milan, Trevisani: “Leao una donna inaffidabile, servirebbe un altro allenatore”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervenuto a Cronache di Spogliatoio, Riccardo Trevisani ha esaltato la prestazione di Leao in Milan-Atalanta e non solo

Il match di ieri di ieri tra Milan e Atalanta si è concluso in parità, ma negli occhi di tutti è rimasta la grande prova di Rafael Leao. Intervenuto a Cronache di Spogliatoio per “Fontana di Trevi”, Riccardo Trevisani ha esaltato la prestazione di Leao in Milan-Atalanta e non solo.

Leao e la prestazione in Milan-Atalanta

“Io di Leao mi prendo la sua bellezza paragonandolo a una bellissima donna inaffidabile… è talmente bello che accetti anche le sue difficoltà. Credo di poter affermare con buona certezza che comunque, alla fine della stagione, lui chiuderà 10+10 tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. Anzi, essendo già a 9 gol e 7 assist può chiudere anche a 15+15. E se chiudesse così, cosa gli vogliamo dire? Anche io lo pretenderei sempre come in Milan-PSG o come ieri, perchè ha fatto due partite da 10 in pagella. Non si poteva tenere, era immarcabile sotto tutti i punti di vista: veniva in mezzo al campo, impostava, lanciava, assist, cross, oltre alla spaventosa bellezza del gol”.

Il paragone con Henry e il ruolo di Pioli

“Il salto tra fuoriclasse e grande giocatore qual è lo compie soltanto in quella situazione lì. Ribadisco una cosa che dico da quando lo vedo giocare nel Portogallo Under20 ai Mondiali: per me deve diventare un centravanti. Oltre al tridente esiste anche il bidente, e in un attacco con Leao e uno che riempie di più l’area di rigore, secondo me lui può fare bene. Marcus Thuram è stato preso dall’Inter, e Ausilio gli ha detto che lo vedevano come 9. Ma lui non faceva il 9, faceva esattamente quello che fa Leao. Quindi la vision di qualcuno che sta in alto, della dirigenza o dell’allenatore, ti può dare un contributo.

Io penso che Leao possa diventare uno straordinario attaccante, ora è uno straordinario esterno d’attacco discontinuo. Io quasi pretenderei che Leao giocasse ‘tuttattaccante’, non con i piedi sulla linea. Leao può fare più dell’1vs1…deve imparare a farsi andare addosso i giocatori, deve imparare a girarsi, a dribblare nello stretto e non solo quando ha metri di campo. Il paragone che vedo perfetto per lui è Thierry Henry, a livello di sviluppo tattico”.

Gli servirebbe un altro allenatore?
“Assolutamente. Quando tu hai a che fare con una serie di esperienze, migliori automaticamente. Il lavoro dell’allenatore su un giocatore è troppo importante, e se tu c’hai più visioni è chiaro che vai a migliorare”.

Deve andare via lui o cambiare il Milan?
“Questo non te lo so dire, so solo che tutta la fantastica marmaglia di #Pioliout e di questa brillantissima teoria che prevede il fatto che il Milan non abbia identità, molli l’allenatore e non abbia un gioco è leggermente venuta meno ieri per tutti. Perchè il Milan ieri ha fatto una grandissima partita contro una grandissima squadra che veniva da 8 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 9. Una squadra sbandata, con un allenatore sbandato e non seguito dai giocatori non fa quella partita contro l’Atalanta”.

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