Leao: “Tifosi, non cambiate! Io, il Milan e la Milano che conosco”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Leao e le sue passioni, raccontate in giro per Milano: non solo il Milan, spazio alla musica e alla moda

Nello speciale girato da Lega Serie A per il proprio canale Youtube “Campioni del Made in Italy”, l’ospite Rafa Leao ha parlato affacciandosi dalla Galleria Vittorio Emanuele e da Casa Milan. Di seguito, il suo viaggio per Milano alla scoperta delle sue tre passioni.

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La città

“Milano è una bella città per il tempo, il cibo, lo shopping… Mi piace molto, è una bella città in cui vivere. È bello perché migliori tanto, impari a stare in un altro club di un altro paese. Se stai sempre nella tua comfort zone, non cresci. Personalmente, quando ho scelto questa destinazione l’ho fatto bene perché adesso sono un uomo. Vivo con mio padre, lui ha fatto di tutto per me, mi dice sempre di essere paziente… Il calcio per me è tutto, diventare un calciatore è davvero un sogno e direi che è il mio caso. Quando visiti Milano devi andare in Duomo. Nel tempo libero ci porto sempre la mia famiglia e gli amici a vederlo. Quando ho tempo libero voglio usarlo con loro”.

La moda

“Chiunque è qui durante la fashion week. È bello, vedi persone da altri paesi e credo sia una buona occasione per visitare Milano. È un grande spettacolo, anche per questo è una delle migliori città del mondo. Credo di aver preso da mio papà. A lui piace vestirsi bene, e direi che venire in Italia era la perfetta combo. Mi piaceva andare in via Montenapoleone, ma comunque ora ho il mio personal shopper. Al momento sto cercando di indossare cose nuove, che non ho mai indossato prima. Collaborazioni? Sono aperto a collaborare con chiunque, non si sa mai quel che può accadere. Voglio diventare virale ovunque, ma ho bisogno di percepire un progetto. Se non mi piace il progetto, non voglio esserne associato”.

La musica

“Quando sono arrivato qui, ho iniziato ad ascoltare rapper italiani e mi sono piaciuti subito. Li ascoltavo prima e dopo gli allenamenti. Il calcio è sicuramente al primo posto. La musica è un hobby, qualcosa che mi aiuta a esprimermi. Ma ovviamente mi piace anche la moda, i vestiti, provare cose nuove… Quindi direi calcio, musica e moda le mie passioni”.

Leao come esempio

“Dipende cosa stai cercando, devi far ciò che ti rende felice. Voglio essere un modello fuori dal mondo del calcio e farmi un nome nella moda”.

La Galleria Vittorio Emanuele

“Questo è il posto più bello di Milano, l’architettura è mozzafiato. Quando vieni a Milano, devi visitarla. Hai tutto ciò che ti serve, puoi fare shopping… Lì è dove siamo arrivati col pullman. Ovunque era pieno di rosso e nero. Non dimenticherò mai piazza Duomo con i tifosi del Milan, perché non ho mai visto niente di simile in vita mia. Voglio ripetere quel momento il prima possibile, spero”.

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Il Milan, dal suo museo

“È difficile parlarne, perché il Milan conta grandi giocatori nel suo passato. Naturalmente sto cercando di raggiungerli. È difficile, ma credo di essere sulla buona strada, vedremo. Quando vengo qui è un’ispirazione. Mi spinge ad andare avanti cercando di creare bei ricordi e raggiungere trofei importanti. Quando vieni qui, vedi la storia del Milan. Ogni stagione voglio veder festeggiare i nostri tifosi.

Lo Scudetto, ovviamente, è stato il miglior momento della mia carriera. Lo aspettavo da anni e con me anche i tifosi. Vincerlo nuovamente dopo 11 anni è stato un sogno diventato realtà. Con i compagni siamo diventati amici, andiamo fuori… L’atmosfera in spogliatoio è fantastica, ridono tutti, si è sempre di buonumore. Siamo un gruppo unito”.

I gol e i tifosi

“Ogni volta che segno è diverso. Ovviamente ci si sente meglio sui grandi palcoscenici come a Roma, o allo Juventus Stadium. Ma quando giochi in casa è un’altra cosa, specie in uno stadio storico come San Siro. È difficile da descrivere, lo senti e basta: è un mix di sentimenti, ma è sempre incredibile. I tifosi sono davvero fantastici, e spero non cambino perché abbiamo bisogno di loro.

Penso che dio mi abbia dato un dono, ma penso che la cosa più importante sia divertirmi. Giocavo per strada con i miei amici per questo. Quando vado in campo ovviamente voglio vincere, ma anche divertirmi per la gente che mi guarda. Posso portare felicità”.

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