“Milan, Leao a un bivio! Deve decidere”: il giornalista stuzzica Rafa

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

La provocazione di Vocalelli al Milan: “Leao chiamato a decidere cosa vuole fare da grande: ottimo giocatore o campione?”

Il giornalista ed editorialista Alessandro Vocalelli ha commentato, lanciando anche una provocazione, il momento del Milan e in particolare di Rafael Leao sule colonne dell’edizione in edicola questa mattina de La Gazzetta dello Sport. L’ultima gara del 2023, per Vocalelli, sarà determinante per capire il ruolo dei rossoneri in questa stagione, la stabilità della panchina di Stefano Pioli e, soprattutto, che tipo di giocatore è e che tipo di calciatore vuole essere Leao.

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“Ottimo calciatore o Grande giocatore?”

“Ci sono momenti che possono decidere le sorti di un campionato. Ci sono momenti che possono incidere pesantemente sul futuro di una squadra. E ci sono momenti in cui anche un bravissimo calciatore può dimostrare di essere… qualcosa di più: un trascinatore, un leader, capace di indicare la strada ai compagni, di sostenerli nelle difficoltà. Ecco, questo è il momento – nella carriera e nella storia di Leao – che riassume perfettamente tutti e tre i concetti. Perché l’ultima partita di campionato del Milan di questo 2023, contro il Sassuolo, può farci capire che ruolo potranno recitare davvero i rossoneri: di terza forza accertata – con possibile sguardo a Inter e Juve – o di una squadra costretta a guardarsi in maniera preoccupata alle spalle? Ma può farci anche capire quale sarà il domani di Pioli, messo pesantemente – e forse esageratamente (parere strettamente personale) – in discussione. E, per chiudere il cerchio, può dirci chi è davvero Leao. Un ottimo calciatore, con risorse atletiche e mezzi tecnici notevoli, oppure un Grande Giocatore? Uno di quelli – con potenzialità, si diceva, da Pallone d’Oro – per cui è stato giusto investire così tanto, non solo dal punto di vista economico”.

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“La qualità non basta a far passare il resto sotto silenzio”

“Già, perché – soprattutto per quello che Leao ha fatto nell’anno dello scudetto – il Milan si è “speso” moltissimo, per spingerlo verso il classico salto di qualità. Il secondo accordo economico con il Lille, che ha portato a quasi 50 milioni il prezzo finale del cartellino. Il rinnovo del contratto, a cifre principesche: sette milioni e mezzo l’anno. La maglia numero 10, un simbolo, qualcosa che nell’immaginario rappresenta davvero la consacrazione . Tutto questo però – complici, è vero, alcuni infortuni – non ha portato i risultati sperati. Leao è fermo a 3 gol, una miseria per un attaccante e un bilancio negativo se confrontato con il suo stesso rendimento degli ultimi due campionati, in cui è andato a segno 11 e 15 volte. Un digiuno che dura ormai da due mesi, dalla rete in Champions con il Psg. E soprattutto un contributo incerto ad essere generosi: qualche sprazzo accecante e troppe pause, con quel suo incedere spesso svogliato. Come se bastasse la qualità per far passare il resto sotto silenzio”.

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“Leao ha ricevuto tanto dal Milan, ora deve restituire”

“Invece, e vale per tutti i calciatori, non è così. E non può valere per un giocatore che ha ricevuto tanto dal Milan, in termini di contratto e di stima. Perché nella clausola di rescissione da 175 milioni c’è tutta la “speranza” rossonera. E che lui, anche a parole, ha corrisposto: giurando fedeltà al club e ringraziando più volte pubblicamente Pioli. «A lui devo moltissimo, per le indicazioni in campo e i consigli fuori dal campo». Messaggi di stima che l’allenatore ora però vorrebbe veder tramutati in prestazioni più convincenti. Perché, come detto, bisogna capire già sabato prossimo con il Sassuolo quale sarà il ruolo del Milan in questo campionato. Perché la panchina del tecnico – alle prese con mille problemi di formazione – scricchiola in maniera preoccupante. E perché ci sono frangenti in cui un calciatore è chiamato a decidere cosa vuol fare da grande. E se vuol essere davvero un Grande. Un bivio che arriva per tutti e che – andando incontro ai 25 anni – Leao si trova davanti. Ottimo calciatore o campione? Questo è il momento per sciogliere il rebus”.

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