Milan, Leao: “Io, Ronaldinho e le prime difficoltà”

I più letti

Piero Mantegazza
Nato il 21-11-2000. Laureando in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all'Università Cattolica del sacro cuore di Milano. Redattore di Radio Rossonera, innamorato del Milan e dello sport in generale.

Leao ha ripercorso la carriera fino ad arrivare al Milan: il primo tentativo è stato di imitare Ronaldinho, ora è più leader

Rafael Leao vuole diventare un trascinatore di questo Milan: il portoghese ha raccontato le difficoltà del primo impatto, l’ammirazione per Ronaldinho e la mentalità da tenere d’ora in avanti. Il classe 1999 ha spiegato cosa significa per lui lo scudetto del 2022 intervistato da Radio Serie A.

L’arrivo al Milan: “Sono arrivato qui al Milan a 19 anni, i primi anni sono stati difficili perché non ho giocato tantissimo ma loro non mi hanno ceduto, mi hanno aiutato a crescere come giocatore e come uomo. Avere questo tipo di persone (Ibrahimovic e Maldini) che mi supportano è importante perché sono ancora giovane, ho solo 24 anni e non sono perfetto”.

L’idolo: “Da piccolo guardavo Ronaldinho, perché mi piaceva lo stile brasiliano e come si muoveva in campo. Lui è cresciuto nelle favelas in Brasile, anche io vengo da un quartiere difficile, quel calcio di strada mi faceva piacere. Quando lo guardavo su Youtube volevo imitarlo”.

La mentalità del Milan: “Il calcio è così: a volte giochi bene e non vinci, altre giochi male e vinci. La mentalità del Milan è di vincere ogni partita. La cosa più importante è la squadra. Quando la squadra è così anche io acquisisco fiducia per dimostrare quello che voglio dimostrare ogni partita”

Ultime news

Notizie correlate