Il giornalista: “Ora tocca a Leao! La 10 del Milan ha un significato…”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

In un’editoriale nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il giornalista ha sottolineato l’importanza di Leao nel Milan

Il Milan è senza dubbio una delle squadre più vive sul mercato, tra acquisti e cessioni. Una delle mosse più importanti fatte dai rossoneri, però, è arrivata prima dell’inizio della sessione. Il Milan, infatti, è riuscito a rinnovare il contratto di Rafael Leao fino al 2028. Il portoghese è ormai da un paio di stagioni il leader tecnico dei rossoneri. Il prossimo anno, con l’assenza di alcuni leader delle ulitime stagioni, toccherà a Leao fare quel passo in più. E lui sembra pronto a farlo, come dimostra la sua scelta di vestire la preziosissima maglia numero 10 nella prossima stagione. Questa è l’opinione di Alberto Cerruti, espressa in un’editoriale sulle pagine de La Gazzetta dello Sport in edicola oggi.

“Il rinnovo di Rafael Leao è il miglior acquisto per il Milan”

Sono arrivati Loftus-Cheek, Romero, Pulisic, Sportiello e altri arriveranno, sono partiti Tonali e Diaz, Ibrahimovic ha dato l’addio al calcio, ma soprattutto è rimasto Rafael Leao, il miglior acquisto per il nuovo Milan, anche se assente al raduno di ieri. In attesa che finisca le vacanze, insieme con gli altri nazionali, è importante ricordare che l’attaccante portoghese è stato felice di rinnovare il contratto fino al 2028, con un robusto aumento di ingaggio salito a più di cinque milioni a stagione, bonus a parte, e con la speranza «di fare grandi cose in futuro».

Dopo aver contribuito alla conquista dello scudetto e aver raggiunto la semifinale di Champions League negli ultimi due anni, Leao vuole continuare a migliorare, come ha fatto da quando si è presentato la prima volta a Milanello nel 2019. La sua costante crescita è una garanzia, perché in campionato sono sempre aumentati i numeri delle sue presenze e dei suoi gol: 25-3 nel primo anno, 30-6 nel secondo, 34-11 nel terzo e 35-15 nell’ultimo, in cui è stato il capocannoniere della squadra, malgrado non sia un centravanti di ruolo.

“Continuità fa rima con maturità”

La vera, e in fondo l’unica, sfida che deve ancora vincere a livello personale è quella della continuità, che fa rima con maturità. Per questo non può passare inosservata la sua decisione di cambiare il numero di maglia, visto che nel debutto in campionato a Bologna sulle spalle avrà il 10, invece del suo vecchio 17. È vero che 10 è anche il giorno in cui è nato, nel giugno di 24 anni fa, ma il 10 da sempre è un numero speciale nella storia di qualsiasi squadra. Dal primo Pallone d’oro italiano, il mitico capitano Gianni Rivera che lo vinse nel 1969, a Ruud Gullit, da Dejan Savicevic a Rui Costa, fino a Brahim Diaz che lo ha appena lasciato, sono tanti i numeri 10 entrati nella storia del Milan. E siccome rispetto a loro Leao ha caratteristiche completamente diverse, da attaccante esterno più che da trequartista, la sua scelta è doppiamente coraggiosa perché ha il sapore di una autoinvestitura a protagonista. Portoghese come Rui Costa, veloce come Gullit, proprio nell’ultima trasferta a Napoli in Champions, Leao ha mandato in gol Giroud dopo una progressione sulla fascia sinistra simile a quella con cui l’olandese, nello stesso stadio, aveva poi offerto il cross vincente per Van Basten nella sfida-scudetto del 1988.

I paragoni si sprecarono già nella primavera scorsa, anche se Leao può avere la velocità ma non la potenza di Gullit. In una squadra che tutti considerano più muscolare, le accelerazioni, l’agilità e l’imprevedibilità di Leao potranno però essere ancora più determinanti di prima, perché quando il portoghese accende il turbo non ce n’è per nessuno. L’unico problema, ripensando a certe sue partenze false, è “quanto” e non “quando” lo accende. I numeri 10 del passato milanista sono stati grandi perché hanno sempre fatto la differenza con la loro classe, trascinatori e non trascinati dai compagni. Questione di ruolo, nella testa prima che in campo. Il nuovo ruolo da 10 per il nuovo Leao, più che mai simbolo del nuovo Milan.

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