Milan, Leao: “Social pericolosi, ma critiche mi caricano: so dove posso arrivare”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Nell’intervista rilasciata al CorSera, Rafael Leao ha parlato anche della questione razzismo, dei social, e delle critiche ricevute come giocatore del Milan

Dopo la vittoria del Milan sul campo della Lazio e la pubblicazione del suo primo libro “Smile”, Rafael Leao è tornato a parlare alla stampa di tanti aspetti della sua vita. Nell’intervista rilasciata all’edizione odierna del Corriere della Sera, Leao ha toccato anche la questione del razzismo, dei social, e delle critiche ricevute come giocatore del Milan.

Il commento sui social e il razzismo

Lei è una star dei social, viaggia verso i 6 milioni di follower su Instagram.
“I social sono pericolosi, non è mondo positivo. Troppo odio, troppe cattiverie. Si sorride poco sui social”.

La sua risposta a un hater razzista ha fatto il giro del mondo.
“Sui social e non solo esiste gente così, purtroppo. Manca spesso l’educazione in famiglia, a scuola. I razzisti non si rendono conto di come sono”.

L’Italia è un Paese razzista?
“Il razzismo è ovunque, purtroppo. Ecco perchè noi calciatori dobbiamo provare a fare qualcosa, visto che abbiamo tanta popolarità. Dobbiamo sfruttare questa forza, mandando messaggi. Il Milan è molto sensibile al tema. Anche nella vicenda Maignan a Udine si è visto. Abbiamo fatto bene a comportarci così, giusto uscire dal campo”.

Leao e le critiche sul suo rendimento col Milan

Se le diciamo che non segna abbastanza gol e che manca di continuità, se la prende?
“Le critiche mi caricano. A volte mi arrabbio, se non sono costruttive. Mi dispiace se sono fatte per provocarmi. Mi chiedo: ma questo capisce di calcio? Sono emotivo, anche se non lo do’ a vedere. Comunque queste cose mi rendono più forte. Io so dove posso arrivare”.

 

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