Leao: “Milan, l’ambiente è top! Io, i gol, Maldini, Tonali e… i figli”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Rafael Leao non è solo il nuovo numero 10 del Milan: le parole del portoghese nella prima intervista stagionale dimostrano che Rafa è un vero e proprio leader di questa squadra

Dopo la prima intervista della stagione di Stefano Pioli, arrivano anche le prime parole ufficiali di Rafael Leao, uno dei leader del nuovo Milan. Intervistato dai canali ufficiali del club e dalla Gazzetta dello Sport, il nuovo numero 10 rossonero ha fissato gli obiettivi della stagione e quelli personali: il Milan è ambizioso, e le parole Rafael Leao lo dimostrano.

Un nuovo leader per un nuovo Milan

La prima parte dell’intervista congiunta a Rafael Leao durante la tournée negli USA si concentra sul nuovo Milan, un Milan nel quale il portoghese è sempre più importante: dal rinnovo alla maglia numero 10, passando per gli obiettivi del gruppo e gli obiettivi personali.

Rafael Leao sul rinnovo del contratto col Milan fino al 2028

«Un atto d’amore. Nella mia testa c’era già la decisione, ci ho pensato tanto, era solo una questione di timing, di scegliere il momento giusto. Prima del contratto, volevo andare in finale di Champions… ma non ci siamo riusciti. Ho firmato per cinque anni, vuol dire che voglio stare qui. Il progetto è molto importante, ci sono molti giovani e la cosa più importante è che qui posso crescere ancora per arrivare al mio obiettivo: vincere molto».

Sugli obiettivi del nuovo Milan

«Dobbiamo vincere un trofeo. Dobbiamo allenarci e capire quello che vuole il mister per fare una stagione da grande squadra. Da quello che ho visto col Real, abbiamo una squadra molto forte. Il sogno dello scudetto l’ho realizzato, ora manca la Champions, il trofeo che tutti i calciatori vogliono vincere. In Italia comunque è difficile vincere perché ci sono tante squadre forti e in 38 partite non puoi mai perdere punti. Le coppe europee, nell’ultimo anno, hanno dimostrato che la A è un campionato forte. Sì, fare 20 gol è un obiettivo, anche se non me lo metto in testa. Se faccio le cose bene, arriverà perché lo scorso anno ci sono andato vicino e la squadra può aiutarmi ad arrivare a quella cifra».

Rafa Leao, il nuovo 10 del Milan

«Sono orgoglioso di avere il 10 ma sarà ancora più bello giocare con la 10 a San Siro. Mi piaceva tanto, come mi piace il 7… ma il 7 è di Yacine. Non sapevo se Brahim sarebbe andato via e Brahim è un mio amico. Quando ho sentito che doveva tornare a Madrid, ho chiesto il 10 alla società. Il 10 come Gullit? Ho visto un paio di suoi video, era fortissimo nell’uno contro uno, veloce. Solo che non posso compararmi a un giocatore così, mi manca ancora molto per arrivare a quel livello».

Rafael Leao sta diventando un leader dello spogliatoio del Milan?

«Sì, mi sento sempre più leader, grazie alla fiducia dei compagni. Io non sono una persona che parla tanto ma sto cercando di farlo di più, di essere una voce, anche se penso che ci siano giocatori più bravi a parlare per la squadra. Quando sono arrivato, alcuni compagni mi hanno preso per mano, ora lo sto facendo io con i nuovi».

Rafael Leao e un fisico sempre più importante

«Da tre anni ho capito che fare così è importante per evitare lesioni: il mio preparatore è con me in estate, poi viene a Milano e in Portogallo. Ora non sono ancora al 100% ma abbiamo fatto tanti allenamenti di corsa per arrivarci a inizio campionato».

Chi è arrivato, chi è partito

Inevitabili le domande sia sui nuovi arrivati in casa Milan che su chi ha lasciato Milanello: Okafor, Pulisic, Loftus-Cheek, Reijnders da una parte, Maldini, Tonali, Ibrahimovic dall’altra.

Sull’arrivo di Okafor: quanto aiuta Rafael Leao?

«Il Milan è un club storico, grande. Non è facile mostrare a tutti per che cosa sono qua, ma io di sicuro cerco di aiutare i ragazzi che arrivano».

Sui nuovi arrivi: Pulisic, Loftus-Cheek, Reijnders

«Pulisic è bravissimo nell’uno contro uno. Christian è un giocatore forte, può fare la differenza a destra e a sinistra. A sinistra ci sono già io? Beh, può giocare qualche partita al posto mio… Di Loftus-Cheek mi ha colpito la forza. È potente, porta palla, è il giocatore che spingerà la squadra da dietro in avanti. In A non c’è un giocatore come lui. Reijnders? La bravura sulle palle inattive. Tijjani calcia bene, è forte nel passaggio. Il mediano per noi è importante per palleggiare. In generale sono tutti molto forti. Quest’anno dal portiere all’attaccante siamo tutti forti. Sento che l’ambiente è top, possiamo fare una bella stagione».

Sugli addii: Maldini, Tonali, Ibrahimovic

«L’addio di Maldini è stata una sorpresa. Io sono venuto al Milan anche perché Maldini mi ha chiamato. È stato molto importante per me, mi ha aiutato dentro e fuori dal campo, ma la società ha deciso così. Forse ci vedremo in futuro. Tonali? Non mi aspettavo l’addio ma il club ha deciso così. Non è stato facile perché Sandro è milanista, ci ha aiutato a vincere lo scudetto. Ha fatto il suo percorso al Milan, ora gli auguro il meglio. Ibrahimovic? Un compagno ha girato sul gruppo Whatsapp della squadra un suo messaggio di forza: dice che tifa per noi ed è uno di noi. Forse ci vedremo presto».

Curiosità

Le ultime domande sono botta e risposta ed escono dalla comfort zone del calcio: Rafael Leao fuori dal campo tra figli, tatuaggi, artisti con cui collaborare e… giocatori con cui giocare.

Figli, tatuaggi, artisti, attori

«Sì, voglio essere papà presto, anche se non me lo sono messo in testa. Quando arriverà, arriverà. Tatuaggi? L’ultimo è qui sul polso sinistro, con i nomi del mio migliore amico e mio nipote più il segno dell’infinito. Sto pensando di farne uno per lo scudetto vinto. E se lo rivinciamo magari mi tatuo le due stelle… Un artista con cui collaborare? Lil Baby. Un attore con cui fare una pubblicità? Will Smith. Una star con cui fare una storia Instagram? Kevin Hart. E un giocatore con cui sarebbe bello giocare? Mbappé».

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