Leao: “Al Milan c’è tutto, Ibrahimovic mi ha aiutato. Tentai di convincere Cancelo…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Rafa Leao si espone su se stesso con Fabrizio Romano: da CR7 e Ibrahimovic al rapporto coi tifosi del Milan

Intervistato sul canale Youtube dell’esperto di calciomercato, Rafa Leao ha parlato di Joao Cancelo e del corteggiamento al Milan, della sua crescita ma anche di dettagli da migliorare e non solo.

Parola a Rafa

Sulla Masterclass calcistica chiamata Sports XYZ aperta da Rafa:

“Sono giovane e so che i ragazzini vogliono diventare calciatori. Volevo dare un contributo aiutandoli durante la pratica, i tiri, i dribbling… I dettagli fanno sempre la differenza nel calcio. In questo modo loro possono guardare e migliorare. Dove trovo il momento per allenare il dribbling? Onestamente penso che arrivi dall’istinto. Ho giocato in strada con i miei amici, guardato i miei idoli come Ronaldinho, Cristiano Ronaldo e provato a imitarli in campo. Quando ero più piccolo, volevo migliorare il tiro. È molto importante perché mi sento un attaccante e devo essere concentrato sul calciare. Devo migliorare sotto questo aspetto”.

Quando hai capito che il tuo talento era così speciale?

“Quando avevo 17 anni. Prima ero allo Sporting ovviamente, ma ho visto qualche mio compagno che giocava più di me e pensavo: perché non sto giocando? Due anni dopo, un allenatore arrivò da me e mi disse che potevo essere chiunque se solo mi fossi concentrato. Ci concentreremo su altre cose che tu non ‘hai’ e che devi migliorare. In quel momento mi ha aiutato a fare quello step e crescere”.

In cosa ha fatto la differenza Ibrahimovic per la tua carriera?

“Nella mentalità durante gli allenamenti, nelle piccole cose tipo il controllo e il passaggio. Per esempio una volta che saltavo l’uomo potevo poi passarla ma non lo facevo e mi ha aiutato ad essere più concentrato, a calciare meglio. Qualche volta mi capita di essere nervoso durante le partite… lui non smetteva mai di parlare con me, di starmi vicino. Mi diceva di stare concentrato, di andare avanti e che il gol sarebbe arrivato. Quando hai un compagno di squadra come lui riesci a stare più a tuo agio in campo e ad essere più sicuro dei tuoi mezzi. Si, ha fatto la differenza per me”.

Cristiano Ronaldo è un modello per tutti: hai mai ricevuto consigli da lui? Com’è giocare con lui e stare con lui?

“Credo che la questione non sia sul talento ma sulla mentalità, come ti prepari e come prepari le partite e i singoli allenamenti. È un piacere e un orgoglio giocare con lui e con tanti altri ragazzi come Joao Felix. Ho giocato diversi anni con lui ed è un esempio per tutti”.

La tua relazione con i tifosi del Milan è speciale: cosa si è creato tra di voi?

“Credo che quando arrivai, le prime partite non sono state ottime per quello che potevo dare. Ma ho sentito il supporto. Nei primi mesi, l’allenatore non mi schierava e per me è stato difficile. Ma sapevo che avevamo giocatori di qualità, ero giovane e continuavo a dirmi di studiare, concentrarmi ed imparare da loro tutti i giorni per aspettare la mia opportunità. Ho sempre pensato che sapessero quello che poi sono stato in grado di fare, ma ho dovuto concentrarmi e dare di più. Il Milan è un club storico, hanno vinto tantissimo e avuto leggende incredibili. Dovevo dimostrare che non era solo questione di talento ma anche di passione”.

Le passioni fuori dal campo: come le coltivi senza che abbiamo un impatto negativo sul campo?

“Credo sia una questione di tempistiche. Se giochi sabato, nei giorni prima devi essere concentrato. Ma quando il mister ci da due giorni liberi possono fare quello che voglio senza che nessuno mi dica niente. Mi piace e ripeto: credo sia una questione di tempistiche e organizzazione. Ma anche di come mi sento in quel momento: a volte non riesco a rendere sul campo e mi metto a scrivere cose sulla mia vita e su come mi sento in quel momento, per poi spostarmi sulla musica. E’ un hobby, ma anche un posto dove andare, un posto per essere nel mio mondo. Più Rafa e meno Leao”.

Sulla relazione col Milan e con i suoi tifosi: cos’ha il Milan che gli altri club non hanno?

“Tutto, dallo stadio al supporto dei tifosi, la loro passione, la città… tutto, c’è tutto”.

Hai mai convinto qualcuno a venire al Milan?

“In Nazionale parlavo con Cancelo, perché ha giocato con l’Inter e mi ha detto che gli piace molto Milano e il Milan, perché è un grande club e se ne rendeva conto quando giocava nei derby, ma mi diceva che gli piaceva anche quando era piccolo. Allora gli dissi di venire a giocare al Milan, ma mi rispose che sarebbe stato difficile, giocava al Manchester City… io ci ho provato. La nostra nuova era al Milan è fatta di giovani giocatori con talento, Cancelo è a metà e pensavo sarebbe stato perfetto per noi”.

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