“Leao fortissimo, ma le cose che faceva Mario…”: Boateng spiazza tutti

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Kevin-Prince Boateng torna sul suo passato al Milan: a suo parere, il confronto tra Rafael Leao e Mario Balotelli… non regge

Cosa può diventare il Milan con il miglior Rafael Leao? E cosa può ambire a diventare Rafael Leao con la maglia del Milan? Ad ogni prestazione positiva, negativa o neutra della stella portoghese, tifosi e addetti ai lavori si confrontano su quello che è al momento uno dei 3 migliori calciatori del campionato italiano, uno dei più decisivi insieme a Lautaro Martinez. Negli ultimi anni di carriera, i paragoni per Rafael Leao si sono sprecati: quello dell’ex Milan, però, arriva un pochino a sorpresa.

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Super Rafa o Super Mario?

Nella giornata di ieri, l’ex centrocampista offensivo del Milan è stato ospite sulle frequenze Twitch di TvPlay per parlare della sua carriera, di Milan, di Mario Balotelli e di Rafael Leao. Raccontando la sua esperienza in rossonero, Kevin-Prince Boateng ha risposto in maniera sincera e personale sull’attaccante dell’Adana Demirspor e sul paragone con Rafael Leao, l’attuale stella del Milan di Stefano Pioli. Allo stesso tempo, però, Boateng racconta che Mario Balotelli è stato anche uno dei motivi che l’ha spinto alla fine dell’estate del 2013 a lasciare il Milan per tornare in Germania, allo Schalke04. Di seguito, il racconto dell’ex rossonero:

BALOTELLI O LEAO? “Io amo Balotelli, per me poteva vincere tre volte il Pallone d’Oro. Aveva bisogno di uno come me ogni giorno o di persone che lo mettessero nella direzione giusta. Lui o Leao? Leao è fortissimo, Mario però era di un altro livello, era un fenomeno. Lui ha fatto vedere cosa poteva fare, ho giocato con lui e ho visto cosa riesce a fare quando è serio. Lo sappiamo tutti quello che poteva fare, poi non tutti riescono a giocare per tanti anni ai massimi livelli, ma per me, quando era al top, era nei cinque migliori attaccanti nel mondo. L’unico che si avvicinava alle qualità di Ibrahimovic era proprio Mario. Quando Zlatan calciava non aveva rivali, ma Balotelli gli si avvicinava”.

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L’ARRIVO E L’ADDIO: “Io sono arrivato al Milan che c’erano grandi campioni, poi dopo non avevano più le disponibilità economiche di una volta. Quando perdevamo era colpa mia, quando vincevamo non ero mai abbastanza, diciamo che ero diventato il giocatore più rappresentativo della squadra e avevo troppe responsabilità. Poi hanno preso Balotelli: la prima volta che l’ho visto era con Galliani ed era vestito largo e con le collane, con tutti i tifosi che lo fermavano… lì mi sono detto che era il momento di andarmene”.

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