ESCLUSIVA, Borghi: “Milan? Scommessa sulla potenza delle idee! Ecco che step deve fare Leao”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Intervenuto a Radio Rossonera Talk, Stefano Borghi ha parlato del mercato del Milan e di Rafael Leao

Quella che sta iniziando può essere la stagione della consacrazione al Milan per Rafael Leao: parola di Stefano Borghi, telecronista di DAZN intervenuto quest’oggi in esclusiva per Radio Rossonera Talk. Queste le considerazioni di Borghi su Leao, sul mercato del Milan e non solo.

Borghi sui cambiamenti nel Milan

“Indubbiamente è la realtà più cambiata della nostra Serie A. Per me è una scommessa quella che ha fatto il Milan quest’anno, quando cambi così tanti giocatori non può che esserlo. Una scommessa molto intrigante, perchè non si tratta solo di aver cambiato la squadra ma anche di aver puntato su un modo molto caratterizzato di fare le cose. La dirigenza adesso si impianta su figure che provengono dallo scouting e si è anche cercato di dimostrare come l’assalto ai giocatori del nostro scenario da parte di big spender come la Premier League o l’Arabia Saudita sia da una parte un rischio di perdere dei valori, ma dall’altra un’opportunità…entrano dei capitali, che poi attraverso le idee si possono reinvestire. E l’idea del Milan è stata quella di farlo su giocatori giovani, offensivi, di prospettiva ma già pronti. Tutto questo secondo me è una scommessa molto stuzzicante e molto intrigante.

Il Milan si ritrova ad aver perso magari qualche punto di riferimento ma ad avere una rosa più ampia, che porterà la squadra ad avere come ha detto Pioli una ventina di titolari e dunque più ricambi e più possibilità di fare cose diverse, di variare i piani partita e i temi sia di gara in gara che all’interno della stessa partita. I primi segnali sono stati positivi perchè è indubbio che i giocatori presi abbiano qualità. Poi però io mi immagino una stagione in cui andranno messi a sistema tante cose…è una squadra che probabilmente avrà una vocazione molto più offensiva che non di equilibrio, ma accettare il rischio di subire qualcosa in più per poter produrre qualcosa in più sta nelle caratteristiche del tanto nominato calcio moderno.

Il Milan poi poggia sempre sulla garanzia di avere con sè il miglior portiere del calcio italiano, e davanti vediamo quello che può avvenire…varianti ce ne sono tante, conferme anche, si è già visto il valore di certe chiamate come Reijnders e Pulisic e si vedrà il valore di altre come Chukwueze e Okafor. Il Milan dovrà riuscire ad essere sempre una squadra spumeggiante, perchè questo è il DNA della squadra che è stata costruita, ma ci vorrà una grande lavoro perchè poi la gamba è sempre fondamentale per sostenere queste cose. Adesso il calendario secondo me non aiuta tantissimo perchè siamo in un fase preliminare e fa ancora un caldo massacrante. Le prossime 3 sono Torino, Roma e Inter…è presto ma con 3 partite così davanti è normale che dei giudizi arriveranno: vedremo come risponderà la squadra”.

Borghi sull’acquisto che lo stuzzica di più

“Ce ne sono tanti…Reijnders secondo me è un bel centrocampista completo, al di là del fatto che non abbia sbagliato un passaggio ma copre una porzione di campo molto ampia. E’ un play che agisce su quasi tutto l’asse orizzontale e quasi tutto l’asse verticale, e questo ne fa un giocatore estremamente presente in tutti gli aspetti della partita. Io ho visto giocare Chukwueze ancora a livello giovanile, in una partita in cui fece delle cose clamorose. Lì mi si accese una lampadina…fece gol, assist, serpentine, ma la cosa che mi stupì di più era vedere il pallone sempre costantemente incollato al piede sinistro.

L’anno scorso è esploso definitivamente, è quel talento che se in Italia conferma quel tipo di potenziale cattura gli occhi. Oltre agli arrivi, mi intriga anche capire la dimensione raggiunta da Leao. Contro il Bologna, al di là di quella grande sgasata finale, era apparso più nel contributo che ha dato alla squadra che a livello offensivo. Se il Milan dovesse centrare questa scommessa, darebbe quasi un messaggio rivoluzionario per la potenza delle idee che possono trionfare”.

Borghi su cosa manca al Milan

“Per me Okafor il 9 lo può fare assolutamente e Colombo è un ragazzo che ha bisogno di giocare, ma se non arriva un altro attaccante non si muove. E’ arrivato anche Pellegrino in difesa, un giocatore giovane che deve ancora dimostrare tutto ma che effettivamente nell’ultimo semestre con il Platense ha fatto delle prestazioni importanti. Sembra promettente sia a livello di struttura che di possibilità tecniche, ho l’impressione che sia un altro profilo pescato da uno scouting che lavora in profondità e osserva il mondo del calcio in modo competente.

Quello che serve al Milan è la possibilità e anche i riscontri per poter lavorare su questo materiale tanto nuovo…ci vuole un pochino di tempo, è una squadra che deve esprimersi sempre ad un ritmo piuttosto alto. Quello di cui c’è bisogno è la possibilità di poter insistere, e questa arriva attraverso il tempo messo a disposizione ma soprattutto anche i risultati: possiamo fare tanti bei discorsi, ma sappiamo bene che la pressione o l’entusiasmo portati dai risultati diventano poi fattori determinanti”.

Borghi sulla crescita di Leao col Milan

“Deve continuare sulla strada che ha intrapreso ma aggiungendo sempre qualcosa in più. Io credo che Leao sia un campione, uno dei 3 giocatori principali del nostro campionato. L’anno scorso, in quel gennaio stranissimo, spesso si è puntato il dito contro Rafael Leao ed è un po’ il destino dei grandi giocatori quando le cose non funzionano, però io continuavo a vedere il Milan fare poco e niente e quel poco e niente partiva sempre da Leao. Lui deve prendere piena consapevolezza della straordinarietà dei propri mezzi e anche che un campione è un campione non solo con i colpi, ma anche con la capacità di portare tutta la squadra ad innalzare il livello. Questo è il passo definitivo fra il grande giocatore e il campione, qua si gioca la stagione di Leao”.

Borghi sulla favorita allo Scudetto

“L’unica certezza è che non sarà il campionato dell’anno scorso, ucciso da una sola squadra nettamente migliore di tutte le altre. Credo si andrà verso uno scenario più intricato…vedo Napoli, Milan, Inter, Juventus come le 4 in una prima fila molto ampia. Quando il mercato sarà chiuso e quando si potrà giocare a calcio in condizioni ambientali adatte allora avremo qualche idea in più. Mi aspetto però una Serie A frizzante…le due romane cosa da dimostrare e dire ne avranno, Atalanta e Fiorentina sono squadre che possono arrivare a scombinare i piani”.

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