Milan, Di Stefano: “Ecco perché Leao fomenta la rabbia” E cita il GPS

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Di Stefano ha parlato dell’ambivalenza di Leao e delle emozioni che suscita ai tifosi del Milan: questione di testa

A stagione ormai conclusa si entra nel regime del calciomercato e il tifoso del Milan si interroga sul destino dei suoi big: Rafael Leao, Theo Hernandez e Mike Maignan. Peppe Di Stefano è intervenuto a Tutti Convocati a Radio 24 e si è concentrato sul talento portoghese. Leao quest’anno ha diviso in due i tifosi, da una parte chi sottolineava che in ogni caso fosse il valore aggiunto del Milan, e dall’altra chi gli rimproverava lo scarso impegno e la poca incisività. Adesso non resta che interrogarsi sul futuro: la prossima stagione il Diavolo potrà contare sui dribbling del portoghese?

Leao tra dati e rabbia

Peppe Di Stefano si è soffermato sulla rabbia che può suscitare un giocatore come Leao ai tifosi del Milan, l’inviato di Sky Sport ha supportato la sua tesi con dei dati ripresi dai GPS.

“Il Milan è Leao e Theo dipendente, senza di loro diventa una squadra normale. Per questo volte fomenta la rabbia nei tifosi, perché lo vedi a Napoli in Champions l’anno scorso e ti chiedi: ‘Ma perché fa quelle partite e poi la settimana dopo no’. Io a volte leggo i valori dei GPS, lui passa da 9-10-11 km a partita, a gare in cui ne fa molti meno. Questo è un discorso di testa, non è un discorso tattico“. 

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