Condò: “Il Milan, Leao e i cioccolatini: non ci sono schizzinosi”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

“Leao è la star del Milan”: Paolo Condò concentra sul numero 10 l’analisi della 6a giornata di Serie A, giornata che vede la fuga delle milanesi in testa alla classifica

Sulle colonne di Repubblica, Paolo Condò ha analizzato la sesta giornata di Serie A, non ancora terminata ma con le big già tutte in campo: grazie ad un sempre più decisivo Rafael Leao, il Milan è ancora in testa alla classifica insieme all’Inter di Simone Inzaghi. La classifica parla chiaro: le milanesi hanno 4 punti di vantaggio su Napoli e Juventus, 5 sull’Atalanta, 10 sulla Roma e 11 sulla Lazio. Proprio contro la Lazio, Rafael Leao ha spento completamente le critiche arrivate dopo la prima del Milan in Champions contro il Newcastle: il commento del giornalista.

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Il treno dell’Europa e il locomotore che parla di Scudetto

Il commento alla 6a giornata di Serie A delle big del calcio italiano, già tutte in campo a causa degli impegni europei dei prossimi giorni, è costruito da Paolo Condò con la metafora dei treni. Quello del Milan di Leao e dell’Inter di Lautaro è già partito.

“La sensazione anche visiva è che il treno dell’alta classifica, quello diretto verso la prossima Europa, sia partito. Dei passeggeri previsti mancano clamorosamente le due romane, l’intruso Lecce è sceso all’ultimo avviso (ma intanto si è allontanato molto dai vagoni di coda), stasera la Fiorentina dovrà scegliere il suo destino, e magari pure il Sassuolo, che da anni batte le grandi con spettacolare leggerezza per poi stracciare la sua tela contro le pari grado. Nella testa del treno, il locomotore in cui si parla di scudetto, sono ammesse per ora tre squadre, le milanesi e il Napoli, che è in ritardo di quattro punti ma ha la forza di chi ha già attraversato una crisi, e in qualche modo pare averla risolta. La Juventus ha rischiato a Bergamo la seconda sconfitta, specie nel finale, ma ha portato a casa la pelle grazie a una resilienza che le va riconosciuta. Aveva la rivale di giornata più tosta — l’Atalanta che resta con lei in sala d’aspetto — ne è stata superata ma non soggiogata”.

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“La star del Milan è Leao”

Nell’analizzare le prestazioni di Inter, Milan e Napoli, Paolo Condò ha parlato dei trascinatori delle tre big: Lautaro Martinez, Rafael Leao e Kvicha Kvaratskhelia.

“Il sabato delle tre candidate al titolo era stato di discreta qualità, con una curiosa serialità dei gol. Il Milan ne ha segnati due identici: sgasate di Leao sulla sinistra e cross dal fondo timbrati in porta da Pulisic e Okafor. L’Inter ha usato quasi lo stesso schema per battezzare la serata di grazia di Lautaro: due cross dalla trequarti sinistra di Thuram e Carlos Augusto, uno dalla trequarti destra di Barella. Anche il Napoli ha disegnato un gol del genere, il secondo: lungo (e spaziale) cross di Kvaratskhelia per la testa di Osimhen sotto misura. Sei gol simili che pongono però l’accento su protagonisti diversi. La star del Milan è Leao, che crea la superiorità numerica e la sfrutta grazie all’arte dell’ultimo passaggio. Pulisic e Okafor non sono terminali puri, ma con i cioccolatini di un simile passatore non si fa certo gli schizzinosi”.

“Il cuore dell’Inter invece è Lautaro, che detta il passaggio rapido a evitare il fuorigioco, e con un terminale — lui sì — così implacabile Inzaghi mette a frutto i suoi molti crossatori. Il Napoli, infine, è l’unico a poter contare su una ditta paritaria perché, ora che è tornata, la sulfurea creatività di Kvaratskhelia si sposa a meraviglia con l’impeto realizzativo di Osimhen, e i due sono davvero le metà di una mela, inutile fare classifiche. Questo Napoli vuole il pallone come il gatto gioca con il gomitolo, qualcosa è stato messo a punto e l’impressione è di una squadra rallegrata da se stessa. Se l’interpretazione è corretta, Garcia si è mosso con intelligenza”.

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