Leao, Longari: “Irriguardosi! A dar la caccia non dovrebbe essere…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Longari non ci sta: alza la voce su Leao! In difesa del giocatore, anche qualche attacco ai detrattori

Continuano i processi su Rafa Leao, e ogni tanto bisogna intervenire: questa volta, a farlo è Gianluigi Longari. Il giornalista ed esperto di calciomercato, tramite un editoriale su Sportitalia ha mosso qualche critica a chi ha cercato di aprire una caccia mediatica contro il portoghese del Milan per la sua prestazione contro il Newcastle. Di seguito, il suo pensiero.

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Barella e Balotelli

Lo spunto di Longari arriva dal confronto tra il rossonero e Barella:

“Classico esercizio all’italiana. Massacrare il più forte, anche aspramente, mettendone addirittura in dubbio qualità che in un mondo normale dovrebbero essere del tutto insindacabili. Intendiamoci, nulla da eccepire rispetto al sacrosanto diritto di critica in relazione ad una prestazione negativa, ma arrivare a spendere paragoni irriguardosi nei confronti di autentici fuoriclasse ha oggettivamente poco, se non nessuno, senso compiuto. L’ultima puntata dell’ormai frequente saga, si è consumata a corredo delle prime uscite in Champions League di Milan ed Inter ed ha avuto come malcapitati protagonisti Rafa Leao ed in maniera minore ma comunque considerevole, Nicolò Barella”.

Del confronto che mercoledì faceva La Gazzetta dello Sport con Mario Balotelli, Longari parla così:

“Ci si è addirittura avventurati in paragoni che ribadiamo risultare, perlomeno ai nostri occhi, totalmente irriguardosi ed irriconoscenti nei confronti di un giocatore straordinario di 24 anni e che ha già all’attivo, tra le altre cose, una stagione da MVP del campionato con tanto di scudetto conquistato dalla sua squadra. Il casus belli è stato fornito dall’ormai celeberrimo colpo di tacco contro il Newcastle, preziosismo certamente fallito nell’esecuzione, ma comunque finalizzato a concludere un’azione del tutto personale che senza i virtuosismi del numero 10 rossonero non sarebbe nemmeno mai esistita”.

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Un altro modo di far uscire dall’empasse

Poi, entra nello specifico, sul colpo di tacco:

Leao non ha gettato nel bidone dell’umido una costruzione collettiva che gli aveva consentito di arrivare a battere a rete da posizione ravvicinata, mancando di rispetto al lavoro dei propri compagni di squadra e dei tifosi che aspettavano di esplodere per un gol decisivo dopo la disfatta del derby. Leao si è al contrario inventato con un personalismo da fantastico campione, una maniera di far uscire la sua squadra dall’empasse di quella sera, serpeggiando tra le maglie dei malcapitati avversari con una semplicità entusiasmante per chiunque abbia avuto la maniera di assistere alla sua giocata, e sbagliando la coordinazione (nemmeno semplice) del gesto tecnico che avrebbe potuto iscrivere quella rete alla lista di una delle più belle dell’intera competizione”.

Infine, conclude:

“Dare la caccia (mediatica) ad un giocatore dal valore incommensurabile dovrebbe essere l’obiettivo di chi aspira ad averlo, non di chi ha la fortuna di poterselo godere da vicino ogni 3 giorni. Che poi non sia stato realmente l’MVP di quella partita è talmente palese che lo stesso Leao non avrebbe voluto ritirare il premio della Uefa, ma questo non può giustificare le valutazioni quasi rancorose che sono state spese nei suoi confronti”.

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