La famiglia, Tomori e il premio MVP: i retroscena di Gazzetta sulla serata di Leao

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Leao MVP contro il Newcastle: Gazzetta svela qualche retroscena sulla serata di Rafa

Il tacco di Rafa Leao: da un paio di giorni si parla di questo e poco altro in relazione al Milan, ma la verità è che l’esordio in Champions League ha lasciato diversi spunti di riflessione. Anche per quanto riguarda il 10, però, si possono affrontare più temi (che non sia solo la tentata raffinatezza di quell’occasione). Questa mattina in edicola, pur incentrandosi sull’opportunità sprecata, La Gazzetta dello Sport fa un giro a 360° sulla serata vissuta da Leao martedì a San Siro.

Presunte Balotellate e retroscena

Innanzitutto, il tema sollevato dalla rosea è il confronto tra il portoghese, Mario Balotelli e Kylian Mbappé. La domanda che ci si pone è: chi è Leao, dei due? “Non era assolutamente il caso di concedersi una balotellata – esordisce Gazzetta. A pochi giorni da un derby umiliante, poi. L’ultimo a potersela permettere era proprio Leao, fresco di rinnovo, che guadagnerà 35 milioni nei prossimi 5 anni e che, con la sua leggerezza, ha messo ancora più a rischio i premi Uefa per l’accesso agli ottavi, attesi in cassa. Per queste ragioni, Leao, a fine partita, era torturato dai sensi di colpa”.

Poi, il quotidiano svela qualche retroscena interessante. Il primo, una strigliata da parte di Fik Tomori direttamente sul campo. Poi, si parla della sua famiglia presente allo stadio e del premio ricevuto dall’UEFA.

“Il momento più avvilente non è stata la strigliata di Tomori in campo o le facce scure di compagni e mister in spogliatoio, ma il premio come MVP assegnatogli dall’Uefa. Suonava come una presa in giro. «Migliore io?». Il portoghese non voleva ritirarlo, ben sapendo di non meritarlo, ma è stato incastrato dagli obblighi di protocollo. Ha dovuto farsi fotografare con la statuetta che non esporrà certo in salotto. Non è stato facile neppure incontrare i parenti. A San Siro era presente tutta la famiglia di Rafa. Forse era per loro che voleva confezionare quel gol indimenticabile, di tacco”. 

Mbappé

Infine, si torna ad associare l’esterno portoghese a Mbappé.

“Il ragazzo non deve accontentarsi delle tante cose belle che fa, può farne di migliori, se scalerà gli ultimi gradini. Sabato il portoghese dovrebbe partire in panchina contro il Verona. Per logica di turnover, non per punizione. Si impara dagli errori, non dalle punizioni. Non servono. Leao tornerà mercoledì prossimo a Cagliari. Ma la data da segnarsi è quella del 25 ottobre, notte di PSG-Milan. Il faccia a faccia con Mbappè, che zampilla classe e orgoglio, potrebbe mostrarci il nuovo Leao. Nella città del Pallone d’oro”.

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