Antognoni: “Leao, che fantasia! Fiorentina in Champions se…”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Leao ha un nuovo estimatore, Antognoni ne esalta la fantasia: la Fiorentina può rientrare in Champions e la prossima c’è il Milan

L’ex bandiera della Fiorentina, Giancarlo Antognoni, stravede per Leao: la fantasia del portoghese e la realizzazione di Lautaro. Non poteva mancare la domanda sui Viola in piena zona Champions League: alle porte la sfida al Milan. L’intervista a TMW:

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Quale un 10 che le è piaciuto di più negli ultimi anni?
“Di solito è il giocatore più rappresentativo, Luis Alberto mi piace molto. Ha trovato qualche difficoltà nell’ultimo periodo ma è un grande giocatore. Nico Gonzalez è più seconda punta o esterno”.

Fiorentina, se tornasse indietro cosa farebbe e cosa non rifarebbe?
“Oggi è il 22 novembre ed è un giorno particolare per me perchè nel 1981 ebbi il grave infortunio alla testa contro Silvano Martina in Fiorentina-Genoa.
Per me c’è sempre una compensazione nella vita, a cose negative poi ci sono cose positive. Sono sempre legato a Firenze, ho vinto più da dirigente che da calciatore. In questo momento stare fuori mi disturba un pochino, ma poi per incomprensioni e altre situazioni ho preferito lasciare. Ma il mio rapporto con Firenze è sempre stretto. Tentativi? Ora è difficile. Seguo sempre la Fiorentina, ma comincio ad avere un po’ di anni, stare fuori può far bene anche per valutare certe situazioni”.

Dove si colloca tra i numeri 10?
“Io mi metto non nel podio, ci sono stati giocatori molto più bravi, Totti, Del Piero, Rivera, ma farei più una distinzione dei periodi. In quello in cui ho giocato io è uno dei migliori.
C’era D’Amico, Beccalossi, poi negli anni Ottanta sono arrivati gli stranieri migliori nel ruolo, non come oggi che ne arrivano anche non di livello”.

Italiano: come mai con lui il centravanti segna poco? E’ un discorso di gioco o di interpreti?
“Gli allenatori oggi giocano difficilmente con due punte e un trequartista, quindi per un punta lì davanti da soli è difficile. Però se creano spazi per eventuali inserimenti dei centrocampisti, allora si risolve la cosa. Infatti fa gol Gonzalez. Non dico che la colpa è dell’allenatore, assolutamente, ma forse servirebbe verticalizzare un po’ di più”.

Guardano la classifica, la Fiorentina può pensare alla Champions?
“Guardando la classifica sicuramente è lì, ma le prime sono Inter, Juventus, Milan e Napoli, potenzialmente più forti, poi Fiorentina, Atalanta e tutto il resto. E qui allora se la può giocare, ma per l’Europa League e la Conference. La Champions non è semplice, ma se cominciano a segnare le punte qualcosa può cambiare”.

Quale calciatore la diverte di più?
“Leao, che ha un po’ più fantasia, Lautaro in fase realizzativa, Luis Alberto. ma ce ne sono di talentuosi in tutte le squadre, di giocatori che determinano le partite”.

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