Milan, Di Stefano: “Leao tendenza cambiata, Chukwueze avrà le sue chance”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Un Leao ritrovato e un Chukwueze da rilanciare: il Milan si prepara al rush finale di questa stagione tra certezze e scommesse

In un servizio per Sky Sport, il giornalista Peppe Di Stefano ha analizzato il momento del Milan, che si prepara al rush finale di questa stagione, soffermandosi in particolare su due singoli: Rafael Leao e Samuel Chukwueze.

“Un 2024 praticamente perfetto”

“Il 2024 di Rafael Leao è stato, fino ad ora, praticamente perfetto. 6 gol con il Milan, uno, l’ultimo, in nazionale, a distanza di un’anno dall’ultima volta. In totale sono 7 in poco meno di tre mesi per il 10 del Milan, che aveva nella poca frequaenza realizzativa il maggiore difetto. Giocate, assist, ma pochi, pochissimo gol. E invece la tendenza ultimamente è cambiata, sia in rossonero che con il suo Portogallo. È proprio per questo forse, e per le tante partite giocate e che giocherà in stagione, e perchè non servirà convincere il suo CT (per l’Europeo in Germania Leao ci sarà), che è stato rispedito a casa, lui come tanti altri titolarissimi del Portogallo. Qualche giorno di riposo concesso da Pioli e da lunedì nuovamente a Milanello per la volata finale.

“Forse il vero anello debole”

“Volata alla quale il Milan spera che si iscriva anche Samuel Chukwueze, forse il vero anello debole dell’ultimo mercato estivo rossonero. Il nigeriano, per adesso, non ha convinto nonostante i tre gol (due dei quali in Champions League). Ma è lecito attendersi molto di più da questo ragazzo che, con la maglia del Villarreal nelle ultime stagioni, aveva attirato intorno a sé le attenzioni di mezza Europa e che a Milano ha, fino ad ora, deluso le aspettative. Poche gare giocate e poche prestazioni di alto livello. Adesso tocca a lui, nei prossimi 60 giorni, far ricredere gli scettici e ribaltare la sua stagione. Le chance le avrà, dipenderà solo dal suo rendimento.

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