Lazio-Milan, Lotito: “Partita priva di valori sportivi: storia di una morte annunciata”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Il Milan vince 1-0 contro la Lazio allo stadio Olimpico di Roma tra le polemiche: le parole di Claudio Lotito al termine del match

Al termine di Lazio-Milan, gara vinta 1-0 dai rossoneri, il presidente degli aquilotti Claudio Lotito si è presentato ai microfoni di DAZN.

Le parole di Claudio Lotito

Sulla partita: “Mi sento di dire che, quando il gioco assume questi connotati, sicuramente devono essere altri organismi preposti per poter fare delle valutazioni. Significa che manca l’affidabilità del sistema. E nel momento in cui questa manca, bisogna ricorrere a istituzioni terze che pongano fine a questa situazione che sicuramente è incresciosa oggi, anche per quelli che sono i valori dello sport. Si deve vincere per merito, anche se il calcio ha dato ampia dimostrazione che le partite vengono vinte per fatti imponderabili. C’è però un limite oltre il quale non si deve andare, e oggi abbiamo superato tutti i limiti possibili e immaginabili. Vengo io a parlare per evitare che possano essere interpretate le parole da un punto di vista strumentale. Io mi assumo la responsabilità di dire che tutta la squadra si farà valere nelle sedi preposte per quello che tutti hanno visto pubblicamente in base a quello che è successo. E nel momento in cui un sistema non è in grado di garantire la sua stessa affidabilità, dovrebbe porsi alcune domande e dare delle risposte concrete, con fatti e non con parole. Questa cosa mi pare si veda da diverso tempo. Noi vedremo di farci valere con altre istituzioni”.

A quale episodio si riferisce nel dettaglio? “Come avete detto voi ce ne sono stati tanti. Io non entro nel merito e non voglio commentare, non faccio l’arbitro. Uno che fa l’arbitro dovrebbe avere la capacità di capire qual è il punto di equilibrio e quale quello di rottura. Spesso non si riesce a comprendere questo equilibrio, ma io visto che sono un moderato cerco sempre di trovare un punto di incontro. Oggi mi pare che i punti di mediazione non sono concepibili, non ci sono le condizioni”.

Ha avuto modo di parlare con Di Bello? “Con gli arbitri non ho mai parlato, non conosco Di Bello. Ho visto solo come ha arbitrato ma non so chi sia, da dove venga… Non rientra nel mio costume intrattenere un rapporto con nessun arbitro o con l’istituzione degli arbitri. Ritengo, come ho detto in altri ambienti, che la Lega abbia una conduzione terza al di fuori del sistema. Il sistema non è più ingrado di garantire l’affidabilità di tutti i comportamenti”.

Sulla prestazione: “Io oggi non posso rimproverare nulla alla squadra. Sono rimasti addirittura in 9, ma hanno tentato, combattuto e avuto anche qualche occasione per poter coronare un risultato sportivo diverso forse da quelle che erano le aspettative di qualcuno. Io penso che nella vita ci sono anche dei valori che dovrebbero essere rispettati. Noi parliamo di sport, e i valori dello sport sono soprattutto il rispetto delle regole e il merito. Oggi mi pare che queste cose sono venute meno”.

Su Sarri: “Con l’allenatore non ho alcun tipo di confronto dialettico o di contrasto. Ho un confronto come con tutti i collaboratori, ma sempre allo scopo di comporre e mai a dividere. Io valuto le persone per quello che fanno e per i risultati che portano. È chiaro che quando i risultati non dipendono più dalle persone ma da fattori esterni, uno deve prenderne atto e agire con altri mezzi e in altre sedi. Piena fiducia in Sarri? Ma certo. E piane fiducia anche nella squadra. Oggi è stata una sconfitta forzata”.

Cosa ha detto alla squadra a fine partita? “Gli ho detto che bisogna guardare avanti e pensare al prossimo appuntamento. Le partite si vincono e si persono. Soprattutto quando le perdi in questa maniera, non c’è nessuna responsabilità da parte della squadra. Il tema vero è che bisogna far rispettare le regole e oggi in questo sistema le regole non vengono più rispettate. Storia di una morte annunciata”.

Un messaggio ai tifosi: “Avere fiducia nella correttezza e nei comportamenti della società. Capisco che siano amareggiati, non vi dico tutte le considerazioni fatte dall’ambiente. Chi ha visto la partita si è reso conto di come sono andate le cose: non c’è interpretazione, ma c’è la determinazione. Dobbiamo sperare che questi episodi non si ripetano più, ma per far si che ciò accada (visto che non è la prima volta) bisogna intervenire in modo determinato e rispettoso delle regole, per far sì che le rispettino anche gli altri, non solo noi. Posso fare una nota di carattere generale: il calcio prevede i valori sportivi. Oggi è stata una partita priva di valori sportivi. Non parlo con il rammarico della sconfitta, ma con la certezza di chi ha visto cosa è accaduto”.

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