Lazio-Milan, De Grandis: “Un rosso di Di Bello è solo per lo stadio”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Al Club di Sky Sport si discute delle espulsioni in Lazio-Milan da parte di Marco Di Bello: Stefano De Grandis ha un’opinione tutta sua

Dopo aver toccato il tema del presunto mancato fischio sul contatto tra Maignan e Castellanos, al tavolo di Sky Calcio Club si dibatte anche sul terzo cartellino rosso estratto da Di Bello alla fine di Lazio-Milan: quello per Guendouzi. Ecco i pareri degli ospiti in studio.

La discussione al Club

Il primo è Paolo Di Canio, che risponde a un altro argomento sollevato da Luca Marchegiani:

“Su una cosa non sono d’accordo: non hanno preso il regolamento alla lettera. Quello di Guendouzi non è mai neanche da ammonizione. Per dinamica, al limite l’ammonizione è il massimo che gli può dare: gli tira il braccio, si strattonano, gli passa davanti e quindi sono in una situazione di non equilibrio e con irruenza lo spinge. Come fai a dare un rosso qui? Poi il buonsenso non esiste”.

Caressa: “Paolo, è l’arroganza del facciamo come ci pare. È l’arroganza di un gruppo di persone che, invece che mettersi a parlare di come uscire dalle difficoltà, si arroccano sulle loro posizioni elitarie e dicono: facciamo come ci pare e comunque abbiamo ragione noi. E questo è l’atteggiamento avuto da Di Bello alla fine di Lazio-Milan”.

De Grandis: “L’espulsione di Guendouzi è un voler far vedere allo stadio che non ha paura di nessuno. Tu giallo e tu rosso perché gli hai messo una mano sul petto”.

Caressa: “Ma poi era la terza espulsione. Lì stai proprio dicendo al pubblico che di quel che pensano non ti interessa. Cioè, è una provocazione”.

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