Lazio, l’ex Milan Romagnoli verso l’addio: due i motivi della rottura

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Lazio, l’ex Milan Romagnoli verso l’addio: un sogno finito prima del previsto, quella promessa mai rispettata da Lotito

La Lazio si prepara a dire addio all’ex Milan Alessio Romagnoli. Anche le storie più belle finiscono, quella del difensore era iniziata meravigliosamente nella capitale. Un arrivo a parametro zero alla Lazio, quello dell’ex capitano del Milan Alessio Romagnoli, acclamato da un popolo intero. Due anni fa aveva fatto di tutto per ritornare a “casa“, esaudendo il sogno di giocare nella sua squadra del cuore rinunciando alle ricche offerte della Premier League. Sbarca a Roma, sponda biancoceleste, firmando un quinquennale da 3,4 milioni a stagione con una promessa di adeguamento che non è mai stata rispettata dal presidente Lotito. C’è anche un altro motivo che lo spinge all’addio.

Problemi di adattamento nel 3-4-2-1 di Tudor, nessuno è al sicuro

Il Messaggero e l’analisi tattica sulla posizione del centrale di Anzio. Mai detto una parola di troppo, si espresso solamente nel confronto con Lotito nella pancia dell’Olimpico dopo la sconfitta contro l’Udinese: quello che ha portato il giorno dopo alle dimissioni di Maurizio Sarri. Romagnoli era il centrale perfetto nella difesa a 4 del tecnico ex Napoli e Juve, ma non si sente a suo agio nella disposizione difensiva del nuovo tecnico Tudor. Il passaggio dalla marcatura a zona a quella a uomo, un modulo, il 3-4-2-1, che espone la retroguardia a buchi a campo aperto e a costanti uno contro uno. Nessuno si sente al sicuro: né Romagnoli, né la Lazio. E la recente sconfitta nel derby con annesse polemiche sul caso Mancini non contribuisce a rasserenare l’ambiente. A giugno le parti valuteranno le proposte.

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