L’AIA rischia una causa milionaria per il caso Giacomelli

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Piero Giacomelli da giovedì 27 ottobre non è più arbitro poiché è stato estromesso dall’ AIA. . L’ex fischietto della sezione di Trieste ha ricevuto questa sanzione per aver perso il ricorso alla Corte del CONI.

Ricostruiamo quello che è successo, a raccontarlo è Calvarese, ex arbitro, a Calcio e Finanza

Nell’estate del 2021 Giacomelli subisce, per la prima volta dei controlli incrociati ordinati da FIGC e AIA circa l’esattezza di alcuni rimborsi. Lui accetta la sospensione e viene reintegrato.

Il 2 febbraio 2022, l’arbitro viene sospeso nuovamente, per 14 mesi, ancora per la questione rimborsi (la cifra incriminata era di 70 euro). Da qui il ricorso all’AIA che riduce la pena a 13 mesi.

Nuovo ricorso, questa volta al CONI: il 29 luglio seguente: la Corte dà ragione a Giacomelli, sostenendo che la pena fosse sproporzionata e obbligando l’AIA a riformulare congruamente il giudizio.

La sospensione viene quindi ridotta a 11 mesi, i quali, sommati ai 47 giorni già comminati nell’estate precedente, fanno superare a Giacomelli i 12 mesi di squalifica complessivi al di sopra della quale si viene dismessi, tutto ciò per soli 17 giorni. Giacomelli si sente così preso in giro e, viste le richieste del CONI di rivedere il giudizio, decide di fare ulteriore ricorso sempre alla Corte.

Il  CONI non accoglie l’ulteriore richiesta di annullamento, lasciando quindi Giacomelli escluso per sempre da incarichi nazionali (arbitro, var e dirigente in futuro).

La faccenda però non finisce qui, Giacomelli vuole fare causa all’ AIA per i danni: la causa sarebbe da 1 milione e mezzo, visti anche i mancati guadagni prospettiva dell’ arbitro.

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