Milan-Atletico Madrid – Come si supera il Cholismo?

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Milan-Atletico Madrid – La chiave tattica è la rubrica di Radio Rossonera curata ogni settimana da Michele Tossani, match analyst specializzato, che analizza tatticamente il prossimo avversario del Milan.
Oggi tocca all’Atletico Madrid di Simeone

Reduce dalla vittoria contro lo Spezia, il Milan si appresta ad affrontare la seconda partita dal ritorno nella massima competizione europea per club. La sfida di Champions contro l’Atlético Madrid rappresenta un altro esame (dopo la trasferta di Liverpool) per la giovane banda Pioli e per il suo processo di maturazione.

Dal punto di vista del momento di forma delle due squadre a stare certamente meglio sono i rossoneri. I colchoneros infatti sono reduci dalla sorprendente sconfitta in trasferta sul campo dell’Alavés.

Dal punto di vista tattico la squadra in mano a Simeone sembra aver intrapreso una sorta di evoluzione, forzata in questo anche dalla rosa a disposizione del tecnico.

Infatti, rispetto alle passate stagioni, la compagine madrilena conta più elementi offensivi che difensivi, specialmente a centrocampo dove pivote di ricambio a Koke e Kondogbia.

Nonostante ciò, la squadra di Simeone fatica a creare occasioni da gol, come dimostrano il dato degli expected goals (xG) fin qui prodotti in campionato (8.49, nono attacco in questo ranking) e le difficoltà palesate anche nella prima sfida di Champions contro il Porto.

Dati non sufficienti per una squadra che può contare su un arsenale offensivo comprendente giocatori come Luis Suárez, João Félix, Lemar, Carrasco, Ángel Correa, Marcos Llorente e Griezmann.

Proprio il figliol prodigo Griezmann, di ritorno dopo la non positiva esperienza col Barcellona, rappresenta uno dei punti interrogativi di questa stagione. L’ex Barcellona ha finora giocato 568 minuti senza segnare un gol e senza registrare assist.

Ad oggi Simeone non è riuscito a inserire né il francese né Rodrigo de Paul all’interno del contesto tattico colchonero.

E questo nonostante i tentativi di allontanarsi dal 4-4-2 reattivo, fondato sul controllo degli spazi e rapide ripartenze, che fin qui aveva contraddistinto la gestione Simeone. L’allenatore argentino ha ammesso la necessità di far evolvere la squadra, dato che ormai gli avversari sanno come gioca l’Atlético.

Simeone ha quindi battuto strade inedite, ricorrendo anche alla difesa a tre con uno o due trequartisti in zona di rifinitura ma nemmeno questi cambiamenti hanno consentito ai biancorossi di riuscire ad armare efficacemente il proprio potenziale offensivo.

Sempre pericoloso in contropiede, l’Atlético fa fatica contro blocchi bassi e questo potrebbe spingere Pioli ad arretrare la linea della prima pressione del Milan.

La difesa a tre inoltre non è stata ancora metabolizzata e gli spagnoli hanno qualche problema a coprire gli spazi fra i braccetti ed i quinti, dove gli esterni rossoneri potrebbero infilarsi.

Per questo non è da escludere che alla fine Simeone tolga un centrale (Felipe) per inserire un esterno basso (Lodi) e tornare così all’amata difesa a quattro.

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Guarda QUI l’intervento di Stefano Borghi ai nostri microfoni

photocredits twitter.com/Atleti

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