Juventus-Milan – Quale strategia Pioli deve adottare contro Allegri?

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Juventus –  La serata del ritorno in Champions League ha regalato al Milan l’amarezza della sconfitta nella sua prima ad Anfield. Troppo forte in questo momento il Liverpool per gli uomini di Pioli. Da parte sua invece la Juventus si esprime al meglio in terra di Svezia, regolando in trasferta il Malmö con un perentorio 0-3.

Il campionato però ha fin qui raccontato un’altra storia, con un Milan vincente e convincente (tre partite, tre vittorie) ed una Juve che ha avuto un inizio balbettante con soltanto un punto conquistato nei primi 270 minuti del torneo.

Che Juventus dovremo aspettarci allora nel posticipo serale dello Stadium?

Dal punto di vista tattico i bianconeri versione campionato sono apparsi insicuri, in difficoltà in entrambe le fasi di gioco. In particolare è mancata quella difensiva, vero punto di forza della prima gestione Allegri. Le due linee di quattro del classico 4-4-2 allegriano in non possesso non sono infatti state solide, concedendo ben 5.38 expected goals against (xGA) nelle sfide contro Udinese, Empoli e Napoli (per una media di 1.79 a partita).

In fase offensiva inoltre la compagine di Allegri è parsa affidarsi più che altro alle iniziative di singoli, all’interno di un piano gara che prevedeva un blocco difensivo basso (15.6 il PPDA) al fine di creare spazio oltre la linea arretrata avversaria, da attaccare poi attraverso rapidi contropiedi. Non a caso la Juve risulta la quinta squadra della massima serie per velocità di risalita della palla (1.77 m/sec) e terza per attacchi diretti (7).

Di tutt’altro tenore, come detto prima, è stata la sfida di Champions col Malmö di Jon Dahl Tomasson. Contro i campioni di Svezia infatti si è vista una Juve fluida (4-4-2 in fase difensiva, 3-5-2 in possesso), che ha mostrato qualità in palleggio, velocità nella circolazione della palla e negli interscambi.

Tuttavia, all’interno di una partita alla fine dominata, fino al primo gol i bianconeri hanno sofferto il pressing avanzato degli uomini di Tomasson, palesando le note difficoltà quando veniva aggredita.

Questa considerazione, insieme alle due Juventus viste nelle ultime settimane, pone Pioli davanti alla domanda su quale strategia difensiva sia più conveniente adottare. Sotto la gestione del tecnico emiliano abbiamo visto sia un Milan aggressivo sulla prima costruzione rivale sia una versione più attendista, come ad esempio quella andata in campo contro la Lazio quando i rossoneri si sono difesi con un baricentro medio di 48.25m sul possesso biancoceleste. E infatti il PPDA del Milan (12.3) colloca la squadra di Pioli all’undicesimo posto in questa classifica.

Di certo i rossoneri dovranno stare attenti al contropiede juventino. Il grafico qui di seguito (prodotto da Opta) che valuta il possession value (vale a dire la probabilità che una squadra in possesso segni nei successivi 10 secondi) vede Chiesa, Dybala e Cuadrado fra i primi dieci giocatori di questo inizio campionato in questa particolare metrica Stats Perform che in pratica valuta l’impatto (positivo o negativo) di un giocatore alla fase di possesso della propria squadra.

Per quanto concerne invece la fase offensiva, il modello di gioco del Milan prevede l’occupazione di tutti e cinque i canali verticali del campo e il riempimento della zona di rifinitura. In questo senso è presumibile ritenere che il tecnico emiliano cercherà di servire quanto prima i suoi trequartisti, magari riproponendo il doppio no.10 che si è visto contro la Lazio quando Florenzi e Brahim Díaz andavano a riempire i mezzi spazi.

Contro il Napoli, quando Spalletti è passato ad un 3-2/4-1 inserendo il secondo trequarti (Ounas), la Juve è andata in grosse difficoltà. E date le difficoltà recenti della squadra di Allegri nel difendere vicino la propria area di rigore, il Milan dovrà cercare di utilizzare il possesso per abbassare la linea arretrata bianconera.

Leggi QUI la conferenza stampa di Stefano Pioli pre gara

photocredits sport.sky.it

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