Milan, Kalulu: “Quando ti manca una cosa ti rendi conto di quanto la ami”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Pierre Kalulu ha rilasciato un’intervista raccontando il suo momento difficile durante l’infortunio e la sua gioia per il ritorno in Milan-Empoli

Pierre Kalulu ha ritrovato il campo nella sfida di domenica tra Milan ed Empoli. Il difensore francese è ritornato a calcare il rettangolo di gioco per la prima volta da quel lontano Napoli-Milan del 29 ottobre scorso. Proprio del suo rientro e del difficile periodo dell’infortuni ha voluto parlare Pierre Kalulu ai microfoni di Sportmediaset.

Le parole di Kalulu

Sul rientro: “L’ho atteso almeno 3 mesi. Subito dopo un infortunio c’è sempre un momento in cui dove vuoi lasciare tutto, senza nemmeno guardare le partite. Dopo queste due settimane, però avevo solo voglia di ricominciare a lavorare. Il ritorno contro l’Empoli è stato esattamente come me l’ero immaginato: un momento veramente top”.

Una rinascita per te? “Forse non così tanto, posso dire che è stata una nuova svegliata. È stato un infortunio lungo, difficile da vivere per me, anche perchè era la prima volta. Sei costretto a prendere i lati positivi da questa esperienza. Quindi lavori di più e spingi per essere al top quando rientri”.

Ancora sull’infortunio: “La cosa più difficile dal punto di vista umano è che ti abitui a tutto. È quando ti manca una cosa che ti rendi conto di quanto la ami e di quanto hai bisogno di questa cosa per essere te stesso”.

Sugli obiettivi di squadra: “Ad essere onesto quando rientri dopo un lungo stop hai fame di vittoria, ma in senso ampio. Ho fame di vincere fin da quando sono a Milanello, perchè mi mancava. Quando indossi una maglia così sul campo non puoi immaginare di iniziare una partita senza l’idea di vincere alla fine, contro ogni avversario. Poi ci sono episodi nel calcio, ma per noi è normale voler sempre vincere”.

 

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