Milan, Kaladze: “Io, Ancelotti e Maldini” Poi la soffiata a Gattuso su Kvaratskhelia

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Kaladze ricorda i tempi di Ancelotti e Maldini al Milan, poi ricorda gli albori di Kvaratskhelia e quella chiamata con Gattuso

Kakhaber Kaladze ricorda gli anni meravigliosi al Milan e svela un aneddoto su Paolo Maldini. L’ex difensore è pronto a supportare la Georgia al suo primo europeo, tutti puntano su Kvaratskhelia e lui ricorda quando ebbe una conversazione con Gattuso per prenderlo al Napoli. Non poteva mancare una menzione speciale per Ancelotti.

Il Milan e Kvaratskhelia

Kaladze è stato intervistato da la Repubblica al via dell’Europeo per la sua Georgia: gli anni delle vittorie al Milan e quella soffiata per Kvaratskhelia al Napoli.

L’elogio ad Ancelotti: Ancelotti era già uno dei migliori tecnici del mondo al Milan. Sa come interagire con i giocatori: era un nostro amico e grazie a lui eravamo una grande famiglia. Oggi Carlo continua a vincere a Madrid e sono felice di aver lavorato con lui. Lo ringrazio e gli auguro altri successi”.

Il legame con l’Italia e il poster di Maldini: “Con l’Italia ho un rapporto speciale, tanti amici, mi sento a casa. Se ho ottenuto qualche successo nel calcio, è legato al Milan. Ho vinto tutto quello che era possibile. Dopo la Georgia, tifo per l’Italia. Non si tratta solo dell’Europeo, da sempre. Sono stato un fan degli Azzurri fin dalla mia infanzia. Avevo in camera il poster di Paolo Maldini e poi è successo che abbiamo giocato e vinto insieme“.

La segnalazione a Gattuso: “Il Napoli era su Kvaratskhelia quando giocava in Russia. Ebbi all’epoca una conversazione telefonica con il direttore generale azzurro, oltre che con Gattuso. Mi chiesero che tipo di giocatore fosse e io confermai che era forte. Poi l’hanno preso e sono contento che da voi si sia fatto valere”.

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