Milan, è il momento di Jovic: il modulo è disegnato per lui?

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Il 4-4-2 disegnato da Pioli per Milan-Udinese potrebbe esaltare le caratteristiche di Jovic. Il Milan ha bisogno dei suoi gol per ripartire?

Luka Jovic è arrivato al Milan all’improvviso, nelle ultimissime ore di mercato particolarmente frenetiche a causa del rifiuto al fotofinish di Mehdi Taremi. Il suo arrivo a Casa Milan da un momento all’altro, subito dopo il naufragio di altre trattative ugualmente improvvisate, ha contribuito al clima di sospetto attorno al serbo, visto più come un ripiego che come un effettivo rinforzo. Anche le sue parole durante la conferenza stampa di presentazione avevano un po’ spiazzato i tifosi del Milan, convinti perlomeno di aver comprato un attaccante pronto, e non ancora alla ricerca della miglior condizione fisica. Contro l’Udinese, Pioli ha deciso di schierare Jovic titolare per la seconda volta in stagione, al fianco di Giroud. La scelta è stata accolta con sorpresa e con una buona dose di ironia sui social. Il tipico ottimismo pre-partita, però, ci costringe a cercare il “bicchiere mezzo pieno”. L’attacco a due, infatti, sorride a Jovic, che in un tandem d’attacco ha giocato le migliori prestazioni della sua carriera.

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Il Milan vuole recuperare il “vecchio” Jovic

Al Francoforte, Jovic era un’autentica forza della natura. Le sue prestazioni in Germania e in Europa League avevano convinto il Real Madrid a sborsare 63 milioni di euro per ingaggiarlo nell’estate del 2019. Tre anni dopo, l’approdo alla Fiorentina, a cui è seguito quello al Milan. Entrambi gli ultimi due trasferimenti sono stati segnati da un obiettivo principale: recuperare il “vecchio” Jovic, quella punta formidabile in grado di spaventare mezza Europa. Parlando di moduli, come giocava Jovic al Francoforte? Sfogliando i tabellini della stagione 2018-2019, emerge l’abitudine da parte dell’allora allenatore dei tedeschi Hutter a giocare spesso con un 3-5-2. In tutti questi casi, la posizione di Jovic in campo era nel tandem offensivo, al fianco di uno tra Haller e Rebic. Proprio giocando da prima punta in un attacco a due il serbo ha messo in mostra le sue migliori prestazioni in carriera: le cinque reti realizzate il 19 ottobre contro il Dusseldorf, la doppietta contro lo Schalke o il Magonza. Anche in Europa League – competizione in cui il Francoforte si arrese solo al Chelsea, in semifinale – la posizione di Jovic era a destra o a sinistra in un attacco a due. Fu proprio l’Europa League a “incoronarlo”: doppietta al Marsiglia, gol all’Inter agli ottavi, al Chelsea sia all’andata che al ritorno. Al termine della stagione, avendo disputato 48 partite quasi totalmente giocando in un attacco a due, Jovic aveva realizzato 27 reti e messo a referto 7 assist.

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Cos’è successo dopo?

Mettiamo le mani avanti: non stiamo dicendo che il calo evidente di Jovic sia stato causato interamente dal cambio di modulo negli anni successivi. Lui stesso, in conferenza stampa di presentazione al Milan, non ne ha parlato, preferendo automotivarsi al ritorno ai livelli dimostrati in precedenza. Se guardiamo i moduli di gioco del Real Madrid e della Fiorentina, però, risulta evidente la preferenza dei club verso un attacco a tre, in cui Jovic è stato sempre utilizzato come terminale offensivo “solitario“. Sebbene al Milan Jovic abbia giocato finora pochissimi minuti, possiamo comunque trovare qualche differenza tra le prestazioni giocate da solo in attacco e le prestazioni in cui, invece, gli veniva fornito un partner. Nel primo caso (come gli scampoli di partita contro Napoli e Juventus), la presenza del serbo in campo è stata praticamente invisibile. Nel secondo, uno solo, contro il Genoa, i minuti finali in tandem con Giroud hanno mostrato un timido miglioramento (soprattutto nel caso della bellissima rovesciata rimpallata dalla difesa rossoblu). Con l’Udinese, Jovic scenderà in campo dal primo minuto in un 4-4-2 che sembra “disegnato” per esaltarne le qualità. In questo momento di difficoltà – soprattutto in fase offensiva – recuperare la miglior versione di Jovic potrebbe essere decisivo per mantenere alto il livello tecnico della rosa. Al campo il verdetto.

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