Milan, Jovic in conferenza: “Prima Maldini, ora sono qui! Con Pioli…”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Jovic parla ai tifosi del Milan per la prima volta: tutte le sue dichiarazioni nella conferenza stampa di presentazione

Luka Jovic si presenta ai tifosi del Milan: a distanza di 20 giorni dal suo approdo in rossonero, ecco che tiene la sua conferenza stampa di presentazione. Prima i tempi tecnici per la preparazione, poi la sosta per le nazionali e infine l’impossibilità di avere a disposizione l’interprete serbo a Milanello. Insomma, Jovic ha tutta la voglia di parlare (finalmente) da nuovo giocatore del Milan: di seguito, tutte le parole in conferenza stampa dell’ultimo acquisto del calciomercato estivo.

Il Milan, Rebic e la Fiorentina

Le prime voci di un accostamento al Milan risalgono addirittura a giugno, hai sempre creduto a questo trasferimento?
Per me è un grande onore giocare per un club così grande e farò di tutto per la squadra. I contatti esistevano da prima, il mio primo desiderio era venire qui. Oltre a tutte le altre offerte e inviti ho deciso di aspettare il Milan e finalmente sono arrivato.

Si tratta di un flirt iniziato da anni, quello tra Milan e Jovic…
Sì, sono felice come ho già detto, i contatti esistevano da anni, addirittura da tre. Quando giocavo con il Real ho avuto un contatto diretto con Maldini e ho espresso il desiderio di venire a Milan, ma non è stato possibile in quel momento.

Il Milan gioca con un 4-3-3 diverso rispetto a quello dell’anno scorso, sei chiamato a essere un altro Giroud e a sostituirlo in caso di bisogno. Cosa puoi imparare da uno come lui?
Oliver è un grande giocatore, il miglior cannoniere dalla storia francese, ha giocato in tanti club importanti e ha segnato tanto. Ogni giorno posso imparare qualcosa da lui per sostituirlo nel modo migliore.

Al Francoforte hai stabilito un amicizia con Rebic, vi siete sentiti prima di venire al Milan? Raccontaci l’ultimo giorno di mercato
Ero con Ante a Francoforte, abbiamo trascorso tempi piacevoli e ci siamo sentiti, mi ha augurato tutta la fortuna, mi ha raccontato le cose più belle su Milan e giocatori, spero di giocare e di arrivare ai risultati più importanti. Ero pronto a rimanere alla Fiorentina, accettando tutto quello che sarebbe successo, ma ho voluto attendere il Milan fino alla fine, e alla fine ho fatto bene.

Perché questa chance sarà quella giusta per dare una svolta all’ultimo periodo della tua carriera?
Si tratta di un grande passo in avanti per me, da Fiorentina a Milan. Ho avuto un crollo al Real perché le cose non sono andate nel migliore dei modi, non ho avuto fortuna. Spero ora di avere fortuna e impegnerò per tornare ai miei livelli.

La condizione fisica e il rapporto con Stefano Pioli

Che tipo di allenatore preferisci? Al Francoforte con Hutter hai segnato 27 gol…
Se conoscessi questo segreto avrei segnato tanti altri gol, quell’anno tutte le cose sono andate nel modo migliore, la squadra e l’allenatore mi hanno fatto arrivare al livello successivo, facendomi anche arrivare al Milan oggi. Spero di tornare a quei livelli con Pioli.

Ti senti già pronto per la titolarità?
Ritengo di aver bisogno di tempo, ma non so quanto ne ho a disposizione per la condizione fisica. Non solo al cento per cento, dovrò lavorare con molto impegno per essere pronto per le partite, ho cominciato già a lavorare in modo particolare. Tutto si fa per tornare ai livelli di prima

Quali sono state le prime parole di Pioli?
Mi ha detto che crede in me, che è convinto che sono un giocatore di qualità. Devo ascoltare le sue richieste, lui è sicuro che avremo un’ottima collaborazione. Ho avuto un’ottima accoglienza da tutta la squadra.

Il Real Madrid e la pressione

Cosa non è funzionato nel periodo a partire dall’esperienza a Madrid? Qual è il tuo obiettivo di gol per questa stagione?
Non vorrei dire che non ha funzionato, nell’ultima stagione non ho segnato tanti gol come uno si aspetterebbe da un giocatore in arrivo dal Real, ma me l’aspettavo. Ho segnato comunque 13 gol, penso che questa sia una buona resa per uno che non ha giocato per tre anni. Quest’anno cercherò di aumentare questi numeri per soddisfare le aspettative di tutti.

Cosa rappresenta per te la maglia rossonera e cosa ti manca per tornare ai tuoi livelli?
Da piccolo ero tifoso del Milan, tutti i miei amici lo erano. Questo è un desiderio che si realizza, ho avuto contatti con questo club da molti anni. Sono pronto a lavorare al cento per cento e cercherò di dare il mio contributo per arrivare a risultati più importanti.

Tuo padre si chiama Milan, quanto è stato importante nella tua carriera?
Papà e mamma si sono sacrificati per me, hanno fatto di tutto per farmi arrivare qui. Sono profondamente grato, mi allenavo con lui e spero che lui sia felice come me in questo momento. Ci sentiamo tutti i giorni al telefono e mi dice di continuare a lavorare, cercherò di non deluderlo.

Hai giocato a Belgrado, Francoforte, Madrid e Firenze, tutte città in cui si respira calcio. Ora sei arrivato a Milano: sei pronto ad abbattere la pressione?
Assolutamente, il calcio è uno sport in cui bisogna abituarsi alla pressione, le cose belle e quelle brutte si dimenticano da partita a partita, la pressione quando si gioca in club come il Milan è qualcosa a cui noi professionisti siamo abituati. Alcuni vanno meglio, altri meno, io sono abituato in questo senso e non ho paura.

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