Inzaghi: “Mi tengo stretto Menez, con me al Milan…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex bomber del Milan Super Pippo Inzaghi ha parlato del percorso che sta facendo la sua regina in Serie B.

La Reggina è seconda: se l’aspettava?
«Se dico di sì sarei bugiardo. Quando a Formentera ho conosciuto Saladini mi è tornata la voglia di allenare. Dopo Brescia ero giù. Mi ha telefonato il presidente Cardona, poi mi ha cercato lui e tre ore dopo era da me a cena. Ha toccato le corde giuste anche con la mia compagna Angela. Ho chiesto un triennale perché questo deve essere l’anno zero, poi dovremo puntare ai playoff e infine vincere. Ora siamo lì, non ci esaltiamo: ci sono avversari fortissimi».

I suoi complimenti agli avversari sono un classico: è onestà oppure è una strategia?
«Beh come si fa a dire che non sono forti Genoa, Cagliari, Parma o anche Benevento?».

La sua Reggina gioca senza un vero centravanti, a parte Gori ogni tanto: scelta o emergenza?
«Santander è infortunato, ho Menez e punto su di lui. Siamo il miglior attacco perché portiamo tanti giocatori dentro l’area, ma andando avanti potremo usare due punte come a Venezia nella ripresa».

Come gestisce un talento bizzoso come Menez?
«Mi conosce, sa che la cosa più importante è il gruppo. Al Milan con me fece 16 gol, giocava come adesso da centravanti. Appena arrivato a Reggio l’ho tenuto 10 giorni a parte a correre. Poi si è messo a disposizione ed è stato impeccabile, è perfetto e i compagni riconoscono il suo valore. In B pochi ti fanno vincere da soli, forse solo Coda e Lapadula».

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La rivelazione è Fabbian, arrivato dalla Primavera dell’Inter: c’è stata la soffiata di Simone?
«Bravo il nostro direttore Taibi a prenderlo. Il suo agente e Baccin dell’Inter hanno voluto che venisse qui perché con me le mezzali fanno gol. Io non lo conoscevo, Simone un pochino, ma dopo due giorni l’ho messo titolare in Coppa Italia con la Sampdoria e ha dimostrato di essere forte, al di là dei 4 gol».

Lei è cambiato tanto: nel 2006 era ancora lo scapolone d’oro, adesso aspetta il secondo figlio.
«Sarà una bimba: Emilia, arriva a marzo. Prima pensavo solo al mio lavoro, passione e dedizione mi distraevano da tutto. Poi quando arrivano i figli cambi e io oggi ho trovato un nuovo equilibrio».

E in panchina in cosa si sente diverso?
«Durante le partite sono ancora un po’ troppo agitato. Come professione mi sento più completo, è normale. Mi aggiorno tantissimo, ho uno staff di altissimo livello, faccio sempre le scelte che ritengo migliori e non voglio avere mai rimpianti».

Quando ha ritrovato Taibi come d.s. quale episodio del passato avete ricordato?
«Giocavamo insieme nel Piacenza, poi gli ho fatto un sacco di gol ma li ricorda più lui di me… Abbiamo un ottimo rapporto, è uno molto competente».

Visto che la Serie A è ferma, è la volta buona perché Simone venga a vedere una sua partita?
«Faremo un’amichevole con l’Inter sotto Natale. Ma prima, visto che lui rientra da Malta il 9, spero che almeno a Como l’11 riesca a venire…».

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Inzaghi Menez

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