Sconcerti: “Milan e Inter due mondi diversi! Ecco perché il modello Elliott ha funzionato”

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Sulle colonne del Corriere della Sera, Mario Sconcerti ha analizzato il grande percorso di crescita del Milan di Elliott.

“Nella corsa finale c’è una cosa che balza agli occhi: tra le prime sei, il Milan è l’unica squadra ad aver fatto più punti di un anno fa dopo 35 giornate. L’Inter è a meno 10, l’Atalanta a meno 14, Napoli e Juve hanno gli stessi punti, la Lazio 5 in meno. In sostanza il Milan ha vissuto il suo momento migliore tra avversari che hanno avuto difficoltà a rispondere. Ma la crescita è stata costante: tre anni fa aveva 59 punti, 30 in meno della Juve prima in classifica. L’anno dopo i punti sono stati 69, poi 72, oggi sono 77 e valgono il primo posto in classifica. L’Inter ha fatto certamente di più, gli investimenti iniziali degli Zhang sono stati decisivi per vincere anche se hanno riempito la società di debiti (698 milioni a fine 2021, l’intero valore del Milan acquistato da Elliott). Ma anche l’Inter nella tarda primavera del 2019 aveva appena 63 punti, l’anno dopo 73, poi gli 85 della stagione in cui ha stravinto il campionato. Il Milan non ha interrotto la sua crescita, più modesta, ma continua. Quella dell’Inter è avvenuta sotto la spinta di un investimento in tempi brevi. Quella del Milan è stata frutto di una costruzione dal basso che non doveva gravare sul bilancio, con qualche concessione agli investimenti. Sono due politiche opposte che dipendono dagli obiettivi. Il Milan gestiva per guarire e rivendere. L’ha fatto benissimo, si è mosso subito con Maldini e Boban, con l’attenzione di chi mette soldi propri. L’Inter ha puntato sull’energia della massa, grandi giocatori, spese alte, risultati in tempi brevi. Entrambe hanno ottenuto quello che cercavano. Il Milan oggi vale più punti e più soldi. Ma è oggi, adesso, non so domani.”

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“L’Inter è una grande realtà già rodata, di livello europeo. A entrambe manca qualcosa, lo dicono i risultati, i loro punti in classifica. L’Inter è stata brava nel trovare soluzioni di mercato. Il Milan ha inventato una squadra non formidabile ma profondamente gruppo, guidata da un moderno francescano di principi più umani che tecnici. Sono due imperfezioni, due incompletezze dentro un calcio incompleto. Nemmeno Manchester City e Real Madrid sono il meglio, si impreziosiscono di giocate quanto di errori generali che diventano comunque spettacolo. Noi godiamo guardandole perché non abbiamo motivo di soffrire. Non sono le nostre squadre dell’anima. La bellezza del calcio è la fatica del risultato. Sennò perché essere felici per un gol di Leao al minuto 82 dopo due errori del portiere avversario? È l’urgenza che rende sazi. In sostanza, il Milan è stata una squadra che cresce, l’Inter una che resiste. Sono due esperienze molto naturali, quasi due paradigmi. Che alla fine pretendono sia tirata in aria la vecchia monetina.”

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