Sconcerti: “De Ketelaere deve ancora capire su quale stella è atterrato”

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In un editoriale sulle colonne del Corriere della Sera, Mario Sconcerti ha analizzato il pareggio del Milan nell’esordio in Champions League alla RedBull Arena di Salisburgo concentrandosi sulla prestazione di un singolo su tutti.

“La notte del Milan è ravvivata dalla sconfitta del Chelsea a Zagabria, un pareggio a Salisburgo, dove non vince di solito nessuno, alla fine va anche bene. Non è stato il Milan del derby, stranamente impreciso, con molti errori tecnici nei passaggi e qualche problema individuale. Leao era nella fase dell’indolenza. Quando si è acceso, il Milan ha segnato, poi è di nuovo sparito. De Ketelaere deve ancora capire su quale stella è atterrato. Si muove ma è lui che va aiutato, non è ancora lui ad aiutare la squadra. C’è da aspettare. La differenza con l’avversario era netta, non c’è qualità europea nel Salisburgo, ma tanta spinta, tanta voglia di emergere. Stavolta è stato un Milan abbastanza dentro il girone, mai veramente in partita alla sua maniera. Non è una delusione, è una specie di frenata riflessiva, la coscienza che non si può battersi sempre e che comunque in Europa la velocità di gioco resta essenziale. Le grandi squadre vincono a Glasgow nettamente come il Real e come il City a Siviglia. Il Milan forse è in grado di farlo ma deve capirsi. Il salto di qualità ormai è soprattutto mentale”.

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Nella sua rubrica su calciomercato.com, il giornalista aggiunge:

“Non conosco bene i tifosi e confesso che l’argomento mi interessa anche poco. Mi dispiace vedere un ragazzo come De Ketelaere diventato in due settimane un oggetto quasi di scherno. Vedo il suo nome stravolto in una serie di offese, mi sembra scorretto, ingiusto perché non corrisponde a nessuna verità. De Ketelaere è un fior di giocatore che ha giocato in Belgio in troppi ruoli. E’ normale che in un calcio molto diverso, molto più tattico, trovi difficoltà. Gli esempi sono infiniti, da Platini a Leao. De Ketelaere è un giocatore raro perché gioca un calcio puro e semplice, pieno di classe e di idee. E sarà sempre un affare per il Milan perché quando dovesse mai rivenderlo, riprenderebbe abbondantemente in Europa i tanti soldi spesi per lui. Capisco che i tifosi non abbiano il dovere di contenersi e che buttare tutto nel fuoco sia sempre la soluzione più semplice. Mi rendo anche conto che molti offendono subito De Ketelaere perché ne hanno una forte paura preventiva. Ma c’è una competenza da salvaguardare, una storia, una tradizione da rispettare. Questo è un giocatore di potenzialità enorme. Che sia fuori posto è evidente, ma mettereste la firma sul suo fallimento? Io no.”

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