Arrigo Sacchi

Sacchi: “Auguro a Pioli di superarmi! Occhio al Milan in Champions…”

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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha commentato la vittoria del Milan a Salerno: la rimonta è cominciata?

Dopo aver raggiunto Allegri, adesso Pioli punta Sacchi: 91 vittorie contro 113.
«Gli auguro di prendermi alla svelta, vorrebbe dire che il Milan sta facendo grandi cose».

Le sono piaciuti a Salerno?
«Mi sembra una buona ripresa di campionato per loro. Non era una partita facile, perché la sosta per il Mondiale ha indubbiamente favorito le “piccole”. Il Milan sbaglia soltanto quando si allunga: sono convinto che, se la squadra rimarrà compatta, farà bene. I modelli che deve avere sono chiari: l’Ajax di Michels, il Milan di fine anni Ottanta, il Barcellona di Guardiola. Squadre che si muovevano molto senza palla, che giocavano “da collettivo”. Undici uomini sempre in posizione attiva: questo è il Vangelo del calcio contemporaneo».

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E Pioli le sembra su questa linea di pensiero?
«Sì, Stefano è molto bravo. Lo ha dimostrato anche quando, dopo la sconfitta in amichevole contro il Psv, ha tenuto la squadra a rapporto e non ha concesso il giorno di riposo. Certe sconfitte sono avvisi importanti da cogliere. Lui lo ha fatto. I giocatori devono capire bene la strada da percorrere».

Con le buone o con le cattive, dicevano i nostri nonni.
«Esatto. Con la persuasione, cioè cercando di convincerli. Oppure con la percussione, e cioè mettendoli fuori se non fanno quello che devono fare. Alla base di una grande squadra ci sono tre regole: le forti motivazioni, che ovviamente non permettono certi cali di tensione; lo spirito di gruppo; il gioco».

Sacchi, il Milan può puntare allo scudetto?
«Se gioca da collettivo, sì. E credo che possa diventare competitivo anche in Europa».

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Addirittura? Non è un po’ presto?
«No, non è presto. L’importante è che i rossoneri giochino secondo gli standard abituali della Champions, e quindi: pressing, palla rasoterra, passaggi corti, attacchi degli spazi, verticalizzazioni. Questo è nelle corde della squadra di Pioli, lo ha già fatto e può ripetersi».

Un giocatore che la sta impressionando per la crescita?
«Direi Tonali. E’ bravo, mi sembra un ragazzo intelligente. Ha faticato ad ambientarsi, ma adesso gioca con sicurezza e fa cose notevoli. L’importante, quando si hanno a disposizione tanti giovani, è tenerli sempre sul pezzo, fare in modo che non abbiano distrazioni, che non si sentano mai arrivati, che non avvertano la sindrome da successo. Ma Pioli ha dimostrato di saper gestire alla grande il gruppo, e in questo è aiutato da Maldini e da Massara. La voce della società è ben presente nello spogliatoio».

La qualità che può fare la differenza?
«L’umiltà, che è figlia dell’intelligenza. Se sei umile, hai voglia di imparare e, di conseguenza, di migliorare».

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