Atletico-Milan Pioli

Pioli: “Dopo il derby si è commentato tanto, ma la partita è stata equilibrata”

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Questa mattina, Stefano Pioli è stato ospite al programma “Radio Anch’io Sport” su Rai Radio 1. Di seguito le sue dichiarazioni.

Vincere cosi fa bene al morale per l’ambiente, l’Inter stava controllando
Non abbiamo smesso di crederci e abbiamo continuato a giocare. Ho sentito tanti commenti, ma i numeri non rispecchiano quello che è successo. Non siamo stati dominati, la partita è stata equlibrata e decisa dagli episodi. Bravi a stare in partita fino alla fine.

Pioli, lei empatizza molto coi sui calciatori
Il rapporto tra allenatore e giocatore va in tutte le direzioni. Un allenatore deve creare un rapporto di fiducia, stima e rispetto con il giocatore per cercare di ottenere il massimo da tutti.

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Sta avvertendo un miglioramento sotto l’aspetto della differenza tra falli e contrasti di gioco? Guida nel derby ha cercato di differenziare, si è lasciato giocare molto.
Sono assolutamente favorevole a questo tipo di direzione. E’ l’arbitro che decide le situazioni, decide come interpretare la partita. I giocatori devono essere intelligenti e adattarsi all’arbitro. Siamo tornati in Europa, lì i mezzi falli non vengono fischiati e lì non puoi fermarti a terra o protestare: gli altri ti passano sopra.

E’ vero che utilizzate l’intelligenza artificiale a Milanello?
Abbiamo delle piattaforme messe a disposizione dal club che ci fanno capire l’efficienza tecnica e fisica che il giocatore ha messo durante la partita. Serve per lavorare poi sull’individuale per far crescere i giocatori nella preparazione quotidiana e settimanale della partita. 20 anni fa avevo due collaboratori quando allenavo, ora siamo in 12 per preparare una partita.

-Leggi QUI anche: “Il Milan vola senza Ibrahimovic: il dato”-

Sei rimasto sorpreso anche tu da Maignan?
No, l’abbiamo affrontato l’anno scorso a San Siro in Europa League e lì ci colpì. Abbiamo subito capito la grande personalità, volontà e determinazione. E’ molto curioso, volenteroso ed è un portiere forte: è già in nazionale e ha già vinto un campionato in Francia con una squadra che nessuno si aspettava vincesse.

Come mantenere l’adrenalina alta per affrontare le squadre della parte destra della classifica?
Ora dobbiamo dimostrare di essere diventati maturi e consapevoli. Tutte le partite in Italia sono difficili, soprattutto nel girone di ritorno dove le pressioni aumentano. La Sampdoria ieri ha vinto nettamente col Sassuolo: c’è bisogno di mettere in campo una grande partita. Ora però la testa è alla Coppa Italia, che è ovviamente un nostro obiettivo.

Un ascoltatore gli chiede una opinione sulle invasioni di campo, ritenendo la reazione degli steward spropositata.
Si poteva evitare, bisognava fermare il tifoso ma fermarsi lì.

Un altro ascoltatore: da quando c’è lui al Milan, la squadra vive sempre troppi alti e bassi.
Avere continuità ti dà possibilità di stare davanti, ma non dimentichiamo il percorso che stiamo facendo. Se siamo secondi vuol dire che tutti questi alti e bassi non ci sono stati: siamo una squadra che gioca un calcio propositivo, di intensità e di qualità.

Ibrahimovic l’anno prossimo passerà da titolare a riserva di lusso?
Si può pensare tutto e niente: la stagione è ancora lunga. Ora Zlatan è fermo ma rimane una risorsa importante per noi. Saranno le situazioni che capiteranno da qui alla fine a determinare il futuro di Zlatan. Non sarà mai un peso, quando piuttosto una risorsa importantissima.

Kessié non è parso a suo agio sulla trequarti. Quanto è a proprio agio nel gruppo Milan?
Per quanto riguarda la sua posizione, è talmente intelligente che può occupare più posizioni in campo. La sua scelta era per limitare Brozovic, ha fatto un buon lavoro ma la nostra manovra offensiva non era fluida e non era completa. Franck è un grandissimo professionista, determinato e sereno: deve continuare così. Poi vedremo quello che succederà con la sua situazione contrattuale.

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