Ordine: “Milan in ritardo, la colpa è di tutti”

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In un editoriale sul Corriere dello Sport, Franco Ordine ha parlato del momento attuale di un Milan in ritardo sul calciomercato.

“Non è mai troppo tardi per capire come si muove e come lavora il nuovo Milan. Il Milan di Elliott e di Maldini, naturalmente, perché di questo Milan parliamo e del suo recente cammino scandito da risanamento finanziario del club ereditato (dal cinese) pieno di debiti e rilancio tecnico con una sequenza (secondo posto e scudetto) da far impallidire rivali e critici, spiazzati dalla straordinaria combinazione. Specie sul mercato di questi tempi post-covid, clamorosamente cambiato rispetto ai tradizionali canoni precedenti, il Milan ha un format collaudato che si può così sintetizzare: individua un obiettivo, ne stabilisce una valutazione economica e calcistica, se è in grado di centrarlo bene, altrimenti cambia indirizzo. È successo con Botman appena ha capito che il giovanotto e i suoi agenti erano ingolositi dalle sterline inglesi. Per una volta, sul conto del belga De Ketelaere, Maldini e Massara stanno realizzando uno strappo alla regola. Motivo? Semplicissimo: hanno promesso a Stefano Pioli, altro mirabile esempio di tecnico aziendalista che non spreca una parola per lamentarsi del ritardo dei rinforzi, il trequartista belga e stanno alzando il prezzo concordato dall’algoritmo di casa Milan (partiti da 20 più 5). Addirittura Paolo Maldini si è messo in aereo, è atterrato in Belgio, ha bussato agli uffici del Bruges, ha parlato e ritoccato l’offerta in attesa di una risposta che non arriva. Spiegazione teorica? Il Leeds, quart’ultimo in Premier, ha offerto 37 milioni. L’interessato, per parte sua, ha espresso in modo pubblico e polemico il proprio orientamento, auto-cancellandosi dalla convocazione per la prima del campionato belga. Uno strappo vero e proprio che dalle nostre parti avrebbe provocato sommosse popolari. Invece il Bruges ha accettato il braccio di ferro. Fino a quando? Ecco il punto. Perciò il Milan, violentando le proprie abitudini, sta ancora aspettando un segnale dopo l’ultimo rialzo (30 milioni più 2-3 di bonus). Dovesse tardare sarà pronto a virare verso il Chelsea e Ziyech risparmiando quella cifra messa in preventivo.”

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“Inspiegabile, per certi versi, è invece l’attendismo sul conto di Renato Sanches, a dispetto degli aggiornamenti parigini (tra qualche giorno lo aspettano a Parigi per le visite mediche). Perché il Milan resta ancora “appeso” al portoghese che non ha alcun entusiasmo nell’accettare il trasferimento a casa dei campioni d’Italia? Forse perché nel frattempo l’altro nome circolato, un impronunciabile classe 2003 dell’Aston Villa, Chukwuemeka, classico profilo da modello Elliott, è finito sul taccuino della concorrenza più temibile, Psg e Barcellona. I parigini non possono prendere tutti, e gli spagnoli hanno problemi seri con i conti. Il terzo tassello che manca all’appello di Milanello è Tanganga, difensore del Tottenham. La morale di questo scenario è la seguente: il Milan sta scontando, anche per via del suo metodo, il ritardo tradito con la partenza ad handicap e della quale, chiariamo subito il punto, sono responsabili tutte e due le parti in causa, società da un lato e l’area tecnica dall’altra. C’è uno solo che ha diritto ad alzare il ditino da qui ai prossimi giorni ed è appunto Stefano Pioli che nel frattempo sta lavorando sodo per capire se, smerigliando il talento di Adli (promettente la prova in Ungheria), può ricavare qualcosa di molto interessante rispetto a Brahim Diaz che è rimasto involuto nonostante abbia messo su un po’ di massa muscolare. A Milan-Udinese mancano poco meno di tre settimane. Non è mai troppo tardi ma adesso il tempo utile sta per scadere”.

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