Pepe Reina

Reina: “Per chi tifo? Non è un segreto! Vorrei prendere da Gattuso”

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Intervistato dal Corriere dello Sport, l’ex portiere di Milan, Napoli e Lazio Pepe Reina ha parlato della lotta scudetto tra le sue ex squadre.

Reina, col Napoli lo scudetto è stato vicino due volte: nel 2016 e lo perdeste a Udine, in una domenica in cui lei era influenzato; nel 2018, a Firenze.
«Una ferita che è rimasta aperta, perché non puoi non vincere con 91 punti. Ma andò così e il dolore venne acuito dalla considerazione che quel Napoli lì giocava un calcio stellare, capace di spargere allegria. Un po’ come questo di Spalletti, mi pare».

Lascia Napoli, va al Milan e trova un napoletano di Castellammare, un bambino, all’epoca, di 19 anni, già titolare da tre stagioni.
«Donnarumma è un predestinato, un riferimento certo – per lustri interi – del calcio. E, se mi consente una ovvietà, anche uno dei più forti al mondo».

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La domanda un milione di dollari: chi è il più bravo tra i portieri di oggi?
«Non mi piacciono le classifiche e poi ognuno ha il suo stile. Ho preferenze per quelli che vengono quasi unanimemente riconosciuti fenomenali – Alisson, Courtois, Oblak, Neuer, Donnarumma e Ter Stegen – e che hanno qualità fisiche e tecniche indiscutibili».

L’interrogativo da 100 milioni di dollari: per chi tifa uno che ha giocato con Napoli, Milan e Lazio, che all’Inter ha un allenatore con cui ha allenato?
«Penso che si sappia, non è un segreto, e non c’è neanche bisogno che io lo dica. Tutto chiaro».

Pensa anche che lo scudetto, con otto punti di vantaggio, sia già indirizzato?
«Neanche a sospettarlo. Il campionato è lungo, adesso si entrerà nel vivo. Poi, se si può dire, servirà anche una botta di….Meno infortuni, condizione sempre esuberante, un episodio che ti gira nel momento giusto, pure un errore arbitrale che possa incidere in un senso o nell’altro».

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Non ha detto chi lo vincerà questo scudetto.
«E stia sicuro che non glielo dico. Io sono scaramantico, e indovini un po’ perché? E quindi, andiamo avanti».

Di allenatori ne ha avuti tanti, e tutti di profilo alto-altissimo, ne può indicare uno solo come riferimento.
«I miei rapporti con i tecnici sono sempre stati improntati alla lealtà e direi che è stato bello confrontarsi con ognuno di loro. Sono legato a tanti e da chiunque ho ricevuto: da Aragones – che Dio l’abbia in gloria – a Guardiola, da Sarri a Del Bosque, da Benitez a Van Gaal c’è stato modo di avere dialoghi più o meno frequenti. Ma visto che lei mi obbliga a scegliere rigorosamente, le dico che punto su Gattuso: mi è bastato poco al Milan per apprezzarlo e pensare che un giorno, dovesse succedermi, mi porterò qualcosa di Rino in panchina».

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Pepe Reina
Photocredits: acmilan.com

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