Mondellini (direttore di Calcio e Finanza) spiega differenze e analogie tra Milan e Inter

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Tuttosport ha intervistato questa mattina Luciano Mondellini, il direttore di Calcio e Finanza, che ha provato a fare un punto sulle situazioni societarie delle milanesi.

Parliamo dei rossoneri.
“Elliott è uno dei fondi più importanti a livello mondiale e il suo obiettivo è quello di massimizzare il ritorno di un investimento. La politica è quella valorizzare i giovani e di non andare oltre con certi ingaggi. Nel medio termine vorranno vendere la società e realizzare una plusvalenza. Con 800 milioni già investiti, chiederanno almeno un miliardo per la cessione del club.”

Quale fattore accomuna le due proprietà?
“Entrambe aspettano l’ufficialità dello stadio e sono transeunte. Un conto è vendere uno stabilimento nuovo di pacca, un altro uno che è storico, ma non all’avanguardia. Elliott incasserà praticamente tutti i profitti della vendita del Milan. Suning no: il compratore dell’Inter dovrà sobbarcarsi i debiti della società nerazzurra. E’ come col mutuo di una casa. Le cessioni potrebbero essere imminenti dopo l’ok per lo stadio, ma potrebbero anche decidere di aspettare i proventi del nuovo impianto.”

L’Inter ha da poco emesso un altro bond. Qualora Zhang non ripagasse i debiti, la società passerebbe ad Oaktree.
“A un altro colosso della finanza mondiale. Cioè a professionisti che hanno una visione oculata, che vorranno trarre profitto dalla futura cessione del club, vedi Elliott.”

-Leggi QUI anche “Indice di liquidità: cosa cambia?” –

Non sarebbe stato più profittevole per Elliott rinnovare i contratti di alcuni giocatori in scadenza, per poi rivenderli immediatamente?
“Galliani aveva fatto così con Thiago Silva. Con Donnarumma credo ci sia stato un errore, sono arrivati troppo tardi, sarebbe stata una plusvalenza sicura. Elliott comunque dà delle direttive da seguire, sta poi ai vari dirigenti decidere come procedere nello specifico.”

L’Inter invece agisce in modo diverso sul mercato.
“I nerazzurri stanno facendo la stessa operazione del Milan, cioè hanno caricato sul bilancio di fine 2021 tutti i costi possibili ed immaginabili, registrando un rosso record. Vogliono ora iniziare un percorso virtuoso, così l’azienda varrà di più. Ma dopo le cessioni di Lukaku e Hakimi, anziché spendere 50 milioni per un’altra punta hanno preso Dzeko (35 anni), puntando sulla competitività attuale della squadra.”

Cosa dovrebbe pensare oggi un tifoso di Milan e Inter?
“Elliott ha una razionalità economica che punta al profitto dell’investimento. Per Suning è un discorso diverso. Se il governo cinese chiudesse ulteriormente i boccaporti, la situazione non sarebbe bellissima. Ma credo che non farebbero mai morire l’Inter. Il blasone dei nerazzurri è una valvola di sicurezza, non potrebbero mai fare la fine dello Jiangsu anche solo per il ritorno di immagine pessimo che ne scaturirebbe.”

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