Maurizio Pistocchi

Maurizio Pistocchi a Radio Rossonera: “Al Milan sta mancando l’imprevedibilità che aveva”

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Maurizio Pistocchi ospite al talk di Radio Rossonera ci ha detto la sua sulla partita di Udine, su Milan-Liverpool e le difficoltà attuali del Milan.

Sul pareggio di Udine

“Il Milan ha fatto nelle ultime partite molti errori difensivi abbastanza banali. Diciamo che ha subito dei goal per errori suoi, anche nella partita di coppa contro il Liverpool che ho voluto vedere dal vivo, ero molto curioso dell’approccio dei rossoneri in una partita così importante. La sensazione che ho avuto io è che la squadra sia un po’ spenta dal punto di vista dinamico. Non è più brillante negli uno contro uno che erano un po’ la sua forza. Contro il Liverpool ha giocato malissimo Theo Hernandez che ha dato tantissimo a questa squadra.

C’è stato un momento in cui il Milan faceva molto bene la fase offensiva con i due laterali bassi che venivano dentro al campo a fare i mediani, cosa che fa anche Guardiola col City. C’è da dire che lo facevano molto bene e con i tempi giusti, ma in Champions ho visto una squadra molto spenta. Secondo me erano condizionati dal fatto di avere un centravanti di 40 anni che Klopp teneva a 35/36 metri dalla porta. Con una linea alta come quella degli inglesi è normale che in questa situazione si vada un po’ in difficoltà”.

Sul come ritornare più brillanti

“Io penso che ci siano delle possibilità per ritornare brillanti. Ci sono stati un po’ di infortuni che hanno condizionato il rendimento e alcune scelte non proprio azzeccatissime. Il Milan però ha un buonissimo potenziale e a questo punto, tolte soluzioni molto interessanti sul mercato a gennaio, credo che anche Pioli debba pensare a qualcosa di diverso. Penso che i rossoneri stiano diventando un po’ prevedibili nella loro espressioni, la loro qualità all’inizio era proprio l’imprevedibilità. Come spesso succede non bisogna passare dal troppo ottimismo al troppo pessimismo, ma ragionare sul fatto che finora il campionato è stato molto buono e ci sono tutte le possibilità di lottare per lo scudetto. È ovvio che bisognerà mettere a posto un po’ di situazioni”.

Sulle assenze più o meno importanti

“Rebic e Leao sono due giocatori importantissimi. Il primo mi piaceva moltissimo quando era già nella primavera della Fiorentina e lo segnalai personalmente al mio amico Paparesta che era presidente del Bari in quel periodo. È un giocatore che ha fisicità, tecnica e brillantezza, è molto utile.

Leao secondo me ha un potenziale inespresso e straordinario. Quando lo vedo giocare noto fisico, velocità, tecnica, tecnica in velocità e anche sufficiente personalità, non capisco cosa gli manchi per essere un top player. Forse gli manca ancora qualcosa dal punto di vista mentale che non lo fa un giocatore adeguato alle sue possibilità. Non lo conosco personalmente quindi non mi permetto di dare giudizi umani, mi limito al commento tecnico”.

Sul cambiamento del calcio italiano e il compito del Milan

“Io ho avuto la grande fortuna di vedere il cambiamento nel calcio italiano portato da Sacchi, ma anche di vedere che mentalità aveva quel Milan, secondo me bisogna migliorare lì. A me sembra che le squadre nella nostra Serie A troppo spesso si accontentino di fare la gestione rispetto all’essere padrone del campo. Il Milan dovrebbe tornare ad avere questo tipo di impostazione, ad essere una squadra che ha le qualità tecniche per dominare sempre il gioco e il pallone.

Bisogna avere continuità nelle prestazioni. Il Liverpool a San Siro ha dominato la partita e questo bisogna dirlo dal punto di vista dell’oggettività e quindi anche il Milan deve migliorare e piacere sul piano del gioco, questa è la mia personale opinione”.

Leggi QUI l’editoriale di Milan-Udinese

Guarda QUI la puntata integrale del Talk dove Maurizio Pistocchi è stato ospite

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