Marco Nosotti a Radio Rossonera: “Tomori-Kalulu come coppia centrale può essere interessante”

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Marco Nosotti è stato ospite al Talk di Radio Rossonera. Dal possibile sostituto di Kjaer a Genoa-Milan:

Sull’infortunio di Kjaer

“È stato un movimento strano in effetti ma lì per lì nemmeno ci fai caso. Il contrasto non c’è stato, si sono contesi un pallone e l’azione è andata via subito ma lui ha sentito male immediatamente. Non so se sia stato il collaterale o il crociato, non abbiamo ancora notizie specifiche, ma spero sia solo un dolorosissimo collaterale perché ci metterebbe un po’ meno. Kjaer non è un ragazzo che esagera o esaspera le sue emozioni. Come quando deve prendere per il collo qualche suo compagno essendo l’anima della linea difensiva. Io mi sono preoccupato subito perché si vedeva che c’era qualcosa che non andava ed effettivamente è andata così.”

Sul possibile sostituto di Kjaer

“Il fatto che abbia accentrato Kalulu può essere interessante anche per vedere la gestione della fascia destra da parte di Florenzi. Nel ruolo di terzino destro l’esperienza di Florenzi può aiutare in attesa del ritorno di Calabria, un giocatore importantissimo nella costruzione e non solo. Gabbia mi piace, spezza la linea e viene anche con una certa efficacia e sfrontatezza sull’uomo. Ieri ho capito perché Stefano l’ha cambiato, al di là dell’ammonizione ogni intervento un po’ scomposto può essere pericoloso su quel campo. Giocare in 10 al Marassi alla lunga può dare fastidio. Tomori-Kalulu può essere interessante e del primo non me ne priverei mai. Si costruisce sempre 3+1, solitamente i due terzini vanno  su e in mezzo ai due centrali scendono a turno Tonali o Kessiè. Lì mi piacerebbe vedere Romagnoli che forse sa giocare meglio il pallone, ma sono anche curioso di vederci Kalulu. Ieri il francese quando giocava terzino lo si vedeva spaziare nei 5+1 là davanti, le zone e mezzo-zone erano state occupate con interesse. Torna Romagnoli che si stava riprendendo, è stato così così con il Sassuolo, ma sono sicuro che sarà importante nella fase di impostazione del Milan.”

Sui gesti tecnici di Genoa-Milan

“Oltre ai 3 goal c’è anche stato qualche tacco smarcante e qualche posizione dettata dal 5+1 in fase offensiva che apprezzo molto. Partendo da Ibra, si sa che è un giocatore che vuole la palla, te la mette dove la vuoi in quella posizione abbastanza centrale e avendo tanti colpi ha scelto quello lì. È disarmante, il timing lo ha sempre in mano chi calcia. Tu come portiere puoi provare a indirizzarla ma non ce la fai con Ibra. Mi è piaciuto tanto Maignan per i suoi appoggi e la sua reattività. Perfetta lettura in quel volo all’indietro, meravigliosa, efficace e stilisticamente anche accattivante. Lui valuta, due passi indietro, si carica e distende perfettamente la mano di richiamo che gli permette di prendere la palla. È stata una parata tecnicamente molto interessante. Se dovessi fare una classifica metterei primo Maignan da ex portiere, mi piacciono vedere delle cose fatte bene con i tempi giusti. Tra tutto questo però ripensandoci scelgo Messias perché la palla nel colpo di testa viene giù e lui decide di metterla all’angolino. Mi è piaciuta la sua risposta a chi continua a parlare di favola, è qua perché se lo merita, ha ragione. Io me lo ricordo con il Gozzano, durante un temporale incredibile venne giocata un’amichevole contro il Napoli, nonostante un campaccio toccava benissimo la palla.”

Sul Genoa e le difficoltà della squadra

“Io ho visto il tentativo di un paio di giocate sulla catena di sinistra, tentativi di transazioni positive. Ci sono alcuni giovani interessanti, Bianchi mi piace, Cambiaso mi piace moltissimo e anche Rovella è interessante. Il Genoa nelle prime 12 partite, è stata la squadra che ha fatto giocare il maggior numero di under23 italiani titolari, almeno 5 volte. È un merito da riconoscere a società come Genoa, Empoli e Sassuolo, tra questi giovani il Mancio può selezionare nuovi talenti e può farlo anche grazie a queste squadre. Mi hanno premesso interventi importanti e la strada è ancora lunga. La classifica non è difficile però ci sono tante contendenti e bisogna essere abituati e preparati a giocare con il coltello tra i denti. Il Genoa negli ultimi anni non è stato abituato ad altro ma mi ha fatto un po’ male vedere Sheva così abbattuto. Mi ha fatto piacere rivedere insieme Dida, Shevchenko, Tassotti e Maldini. Le primi indicazioni che dava l’allenatore erano per gli attaccanti, per i movimenti che non finivano. Andavano ad esempio ad attaccare sempre Theo che saliva e quelli sono giovani che vanno forte. È stato bello vederlo qui perché ha voglia di cimentarsi, è un lavoratore incredibile, lo era da giocatore e lo sarà anche qui.”

Leggi QUI le ultime notizie sull’infortunio di Kjaer

Guarda QUI la puntata integrale di Radio Rossonera Talk dove Marco Nosotti è stato ospite

photocredits sky.it

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