Kalulu: “Maldini, grazie dei consigli! Centrale o terzino? Vi dico che…”

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Intervistato sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Pierre Kalulu ha parlato della stagione in corso, del suo arrivo al Milan e dello scudetto vinto da protagonista: «Contro il Napoli alcuni dettagli hanno fatto la differenza. Abbiamo perso tre punti, ma non tutto è da buttare. Si impara anche dalle sconfitte per migliorarsi».

Per lo scudetto vanno contate anche Juventus e Inter che in questo momento sembrano in crisi?
«Pioli ce lo dice ogni giorno: quest’anno sarà ancora più difficile. Lo si capisce dal fatto che le partite con le rivali si decidono appunto sui dettagli. Sta a noi dimostrare che siamo i campioni in carica. Sono convinto che per il titolo si lotterà tutti fino alla fine. In ogni caso vogliamo finire di nuovo primi».

Lei, contrariamente a molti suoi connazionali e coetanei che migrano in Premier League, ha scelto la Serie A. Si è mai pentito?
«Assolutamente no. La Serie A è sottostimata. In Francia si crede ancora si giochi con il catenaccio. Invece è tutto il contrario: tutte le squadre costruiscono dal basso, applicano pressing a tutto campo, giocano duro fisicamente. C’è un alto livello tecnico e tattico e una concorrenza spietata, con sei, sette partite di grande livello da disputare contro le rivali».

Lei avrebbe potuto restare al Lione, invece l’ha chiamata Maldini: com’è andata?
«Beh, fa un certo effetto se ti chiama Paolo Maldini. Adesso sono abituato, ma la prima volta mi fece davvero impressione. Anche se sono giovane, l’ho comunque visto giocare, certo a fine carriera, ma rimane un riferimento. La cosa divertente è che sul momento le parti erano un po’ invertite, visto che io cercavo di mantenere un certo distacco e lui di convincermi. Maldini mi ha convinto dicendomi che aveva piena fiducia in me, che avrei fatto parte della prima squadra, trovando spazio in funzione della mia crescita. Così è stato».

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Maldini era uno dei suoi idoli?
«Non ho idoli, ma mi ispiro a Thiago Silva, Van Dijk, Koulibaly: cerco di prendere il meglio di ciascuno e metterlo in pratica».

E’ stato più emozionante l’esordio a San Siro o la festa per lo scudetto?
«Quando ho visto le migliaia di tifosi in piazza mi sono reso conto di cosa significa vincere con il Milan. L’esordio è stata un’emozione più personale, ma altrettanto intensa».

Terzino di formazione, centrale di mestiere: qual è il vero Kalulu?
«Il mio scopo è garantire all’allenatore massima polivalenza e massima qualità per entrambi i ruoli. Se vado in campo è per essere il migliore, da terzino o centrale poco importa».

Il tutto con serenità da veterano, nonostante i suoi ventidue anni.
«Ho fiducia nelle mie capacità, ma è necessario lavorare duro ogni giorno per coltivarle, e gestire al meglio pressione e emozioni che vivi in campo».

Kalulu, Maldini le dà molti consigli?
«E’ molto presente, senza mai sovrapporsi all’allenatore. Mi consiglia per esempio sul modo di difendere in certe fasi, o su come poter gestire un certo attaccante. Piccoli dettagli che però ti permettono di migliorare molto».

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photocredits: acmilan.com

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