Ricardo Kakà

Kakà: “Maldini? Menomale che ha deciso di fare il dirigente…”

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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Ricardo Kakà ha parlato del Mondiale in arrivo (col Brasile favorito?) e di quello che sente ancora suo: il Milan.

Kakà, considerando che i giocatori saranno meno stanchi rispetto ai Mondiali estivi, si aspetta un torneo divertente e con ritmi alti?

“Sì, inciderà un po’ tutto: il momento della stagione, la temperatura calda ma non troppo, la mancanza di viaggi e quindi la possibilità di far iniziare subito il processo di recupero dopo la partita. I grandi campioni saranno al top”.

Non ci sarà un ritiro di preparazione. Questo può cambiare qualcosa?

“In effetti è una novità, però i giocatori sanno già cosa vogliono gli allenatori: le qualificazioni sono servite anche a questo. Mi aspetto un calcio verticale e tanti gol, come accade in Champions. Il Mondiale, di solito, segue la tendenza e indica in quale direzione si sta andando”.

La fantasia sposta ancora gli equilibri? Pensiamo, ad esempio, all’impatto che ha avuto Kvaratskhelia in Serie A ma anche in Champions.

“È molto bravo questo ragazzo, una bella sorpresa. Peccato che lui e Haaland non possano fare il Mondiale. La fantasia sorprende sempre, fa la differenza il giocatore che trova soluzioni che gli altri non vedono”.

È l’ultimo Mondiale di Messi e Ronaldo.

“Lei dice? Vedremo… In teoria è così. Sono curioso di osservare il loro impatto sul torneo. Credo che cercheranno di dimostrare di essere ancora i leader”.

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Dal 2008 Messi e Cristiano si sono divisi il Pallone d’oro. Ricorda chi lo vinse nel 2007, lasciandosi alle spalle proprio questo due mostri?

“Ahahah… Per me quella vittoria è stata bellissima anche perché, fino a quando non ha vinto Modric, ogni anno che toccava a Leo o a Cristiano tutti si ricordavano di me: ero stato l’ultimo prima della loro collezione”.

Questo Mondiale incoronerà il loro erede?

“Mi piacerebbe moltissimo che fosse Neymar per il talento, la persona, il campione che è diventato. In certi momenti del passato per me è già stato il migliore. E anche Mbappe è eccezionale”.

Si dice che quando il Mondiale si gioca in posti inusuali, il Brasile sia favorito. Concorda?

“Lo dice la storia, ma il Brasile è favorito perché da tempo lavora a questo progetto. La conferma di Tite è stata positiva perché adesso il gruppo ha l’esperienza giusta e può gestire i momenti negativi. Negli ultimi due anni sono cresciuti Vinicius, Rodrigo, Antony. E altri ancora. Bremer non lo conoscevo fino a qualche mese fa, ma è fortissimo. Dietro al Brasile metto Argentina e Francia. E come sorpresa indico la Serbia, molto pericolosa”.

Il calcio è ancora lo sport più amato dai giovani?

“Sì, ma deve confrontarsi con una generazione che non ha pazienza. Mio figlio Luca ha 14 anni e guarda le partite in modo diverso da come facevo e faccio io. I ragazzi non sopportano i tempi morti, vogliono interagire e commentare. La situazione va studiata bene. E apprezzo molto il messaggio positivo della Conmebol che invita tutti a mettere il calcio al centro, soprattutto durante il Mondiale: questo sport mi ha dato tanto, mi ha trasmesso valori importanti”.

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Per noi italiani sarà un mese molto difficile.

“La vostra esclusione dal Mondiale fa male anche a me. Però bisogna essere ottimisti, anche perché l’Italia ha vinto l’Europeo: se ci aggiungi Brasile e Argentina è un piccolo Mondiale. Forse l’eliminazione del 2018 è stata un po’ sottovalutata, ma vedo che adesso ci sono tanti giovani interessanti”.

Chiudiamo con il Milan. Vederlo finalmente agli ottavi di Champions che sensazioni le dà?

“È bellissimo. Vorrei venire in Italia per la sfida con il Tottenham. Il Milan ha preso la direzione giusta, mi piace il lavoro a lungo termine impostato dalla società”.

Dal punto di vista tattico, Kakà sarebbe perfetto per questo Milan.

“Eh sì, è una squadra divertente, verticale e molto organizzata. Pioli è stato bravissimo a dare un’identità chiara e a fare un lavoro completo e coinvolgente, così quando manca qualcuno non è un problema”.

Si aspettava un Maldini così bravo anche da dirigente?

“Conoscendo Paolo, sapevo che avrebbe fatto bene qualunque cosa. È un uomo molto intelligente, competente e corretto. Meno male che ha deciso di fare il dirigente del Milan… Ci sentiamo ogni tanto. Io ho studiato, ho fatto tre corsi di gestione sportiva, una di business dello sport e uno da allenatore. E magari farò il direttore sportivo”.

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Ricardo Kakà
Photocredits: acmilan.com

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