Kakà: “L’anno prossimo il Milan farà una grande Champions League”

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Kakà – Ricardo Kakà ha rilasciato un’intervista esclusiva sul canale YouTube ufficiale del Milan. Di seguito riportate le sue dichiarazioni:

Sulla Champions League

Il mio ricordo della Champions League è legato alla musica, alla gente allo stadio, la partita. Mi ricordo tutta l’atmosfera di giocare una partita di Champions.

Sul suo primo gol in Champions

Quel gol segnato all’ultimo minuto con il cross di Cafù, una realizzazione molto classica che poi è diventata un po’ il mio modo di segnare. Il mio primo gol a Bruge in Champions è indimenticabile. È molto più di quello che avevo sognato. Il primo gol con il Milan è arrivato in un derby, il primo in Champions è arrivato così. Posso dire che non avrei mai sognato che andasse così.

Sulla finale del 2005

La finale del 2005 per me è una delle partite di finale di Champions più belle, purtroppo la abbiamo persa. Non vincere in quel momento per me è stato un colpo duro, perché sapevo quanto fosse difficile arrivare in finale. È stata molto dura, mi ha insegnato tantissimo e mi ha fatto crescere tantissimo sia come persona che a livello professionale. C’era sempre il dubbio: “riuscirò di nuovo a giocare una finale di Champions?”. L’anno dopo abbiamo perso in semifinale con il Barcellona. Sono stati due anni difficili, con i dubbi e con la fede che potevamo vincere ancora. È stato un mix di emozioni bellissime che poi si è concluso con la vittoria ad Atene nel 2007.

Sul 2007

Il 2007 è stato l’anno più bello della mia carriera a livello di risultati sia collettivi che personali. Non era il primo obiettivo essere capocannoniere di nessun campionato ma nel 2006, quando se n’è andato Sheva, Ancelotti mi ha cambiato un pò il ruolo facendomi giocare più vicino a Inzaghi. E alla fine del 2007 sono stato capocannoniere della Champions. È bellissimo perché vedo i ragazzi di oggi che lo diventano e con quanta difficoltà. Sono arrivato a fare 10 gol e vincere la Champions. Per me è bellissimo poterlo raccontare.

Sulla semifinale con il Manchester

La semifinale con il Manchester è veramente speciale. Fare due gol all’Old Trafford e non vincere la partita ti fa capire quanto sia dura e difficile la Champions. Sicuramente quello è uno dei gol più belli della mia carriera e un gol molto speciale per me. Il fatto che la qualificazione fosse ancora in bilico dopo la prima partita ci ha dato una carica in più per la seconda a San Siro. Sapevamo che era possibile, giocavamo contro una squadra molto forte con tanti talenti. Però eravamo molto fiduciosi. In Italia si è chiamata “la partita perfetta” e sicuramente è stata indimenticabile per tutti i milanisti.

Sulla finale di Atene

La finale è una partita sempre molto delicata con tante emozioni. Avevi i dubbi dopo quello successo nel 2005, poteva ricapitare con lo stesso avversario. Dopo che abbiamo segnato alla fine del primo tempo abbiamo avuto una scarica di emozioni molto positiva. Sapevamo che non era finita lì. Poi ho fatto l’assist a Pippo per il secondo gol. Quando ho visto la palla entrare sono corso da lui ed eravamo talmente stanchi che abbiamo esultato solo io e lui e abbiamo raggiunto gli altri solo tornando verso il campo. Tutti volevano vincere quella partita e che non si ripetesse lo stesso di 2 anni prima. Tutti erano molto molto concentrati. Questa volta non è successo. C’è stato il brivido con il gol di Kuyt ma 5 minuti dopo abbiamo vinto la Champions. Era finita.

La cosa più bella della Champions sono le partite, il girone, giocare e giocare ancora. Avere questi ostacoli e riuscire a vincere e sorpassarli. Quando hai la Coppa in mano dici “ce l’ho fatta, questa è mia e il mio nome è nella storia“. Sia per la squadra, per il paese, a livello internazionale. È molto bello tenerla in mano e poter dire di averla vinta.

Sul ritorno del Milan in Champions League

Era difficile e brutto vedere la Champions senza il Milan. La cosa bella è che il Milan sta tornando ad essere protagonista, sia in Europa che in Italia. È molto bello rivedere il Milan in Champions League, poter guardare una partita con lo stadio pieno. Il Milan torna ad un livello in Europa in cui deve essere sempre.

Sul percorso del Milan in questa Champions

Mi piace la squadra, i ragazzi sono bravi. Penso che l’esperienza di quest’anno sia stata bella per vedere cosa significa giocare in Champions. Mi piace molto il mix tra esperienza e gioventù. Nel nostro Milan era così. Ci aiutavano a capire che cosa significasse giocare contro il Manchester, il Barcellona, il Real Madrid. Per un giovane è molto difficile affrontare uno stadio storico con i tifosi contro una squadra così se non hai un supporto dai giocatori di esperienza. Quest’anno penso sia andata così per capire come funziona. Spero e credo che il Milan possa giocarla anche l’anno prossimo e i risultati saranno completamente diversi. Adesso sanno cosa significa.

Su Ibra

È bello vedere i campioni giocare fino in fondo, come fa Zlatan ora. Vederlo giocare ancora in Champions è un piacere.

Sull’indossare la maglia del Milan

È ancora speciale indossare la maglia rossonera. Quando la metto in casa o vado in giro è una sensazione unica. Giocarci una partita di Champions è ancora più speciale perchè sapevi l’importanza per i tifosi, la squadra e per tutti. “Adesso con questa maglia devo fare una performance diversa perchè sto rappresentando uno dei Club più grandi al mondo”.

Leggi QUI l’editoriale di Fiorentina-Milan

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