Filippo Inzaghi

Inzaghi rivela: “La lite con Allegri nel 2012? Stavo bene…”

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Intervistato da Sportitalia, l’ex attaccante e allenatore del Milan Filippo Inzaghi ha parlato della sua esperienza da allenatore e da giocatore, raccontando qualche retroscena particolare sulla sua carriera.

Sull’arrivo alla Reggina
“E’ stato tutto improvvisato, avevo deciso di prendermi dei mesi di riposo, volevo stare in vacanza, poi è arrivata la Reggina, mi hanno convinto e quando sono arrivato in aeroporto, con quell’entusiasmo, ho capito che era una sfida per me. Ho detto che è un anno zero questo perché l’anno scorso il presidente Sabatini ha fatto un miracolo a salvare il club, quindi era tutto nuovo, ci vorrà pazienza, servirà un passo alla volta per sognare. La Serie B è difficilissima, non è facile salire, la strada è molto lunga, ci sono squadre scese dalla Serie A che sono anni che non riescono a salire. Il mio obiettivo era quello di stare fuori dalla zona retrocessione, se tra 3-4 mesi saremo lì, vedremo”.

Sul fratello e sulle critiche
“E’ un po’ il calcio in Italia, è un po’ come con i giovani, che non c’è pazienza. Simone non fa il fenomeno, quindi appena possono lo bastonano perchè è un bravo ragazzo. Lui sa che in questo lavoro le critiche ci sono sempre. So chi è Simone, uno che non si lamenta, che non batte i punti sul tavolo. Penso che stia dimostrando di essere un grande allenatore. Quando alleni l’Inter, il Milan, la Juve, devi lottare per ogni competizione. Cosa mi piace di lui? E’ un allenatore moderno, completo, è un buon gestore, come Ancelotti, nessun giocatore ha mai parlato male di loro. Mi auguro di diventare come lui, perchè è uno dei migliori in Europa”.

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Sul Napoli
“Faccio i complimenti a Spalletti, gioca alla grande, è una delle più belle squadre in Europa, e ha una rosa lungam quindi può lottare per vincere lo Scudetto”.

Da giocatore sei stato vicinissimo al Napoli…
“Al Parma giocavo poco, giocavamo una partita che per passare dovevamo vincere 4-0. Volevo andare al Napoli, però segnai, vincemmo 4-0 e rimasi. A Napoli pensarono che li avessi rifiutati, invece non è andata così”.

Sulla lite con Allegri al Milan
“Penso che avrei continuato anche a 39 anni, stavo bene, volevo fare ancora gol. Dopo aver fatto 316 gol, segnando col Novara, sotto la curva, penso che ho fatto bene a dire basta. Grazie a Galliani, da quel giorno ho iniziato ad allenare e alla fine mi è andata bene, perché magari avrei continuato e certi giocatori alla fine si trascinano. E quindi è stato giusto così, le soddisfazioni sono arrivate, anche da allenatore. Ricordo un Trofeo di Viareggio vinto, che per ma vale come una Champions”.

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Sul Milan
“Pioli è stato molto bravo, anche con le scelte fatte, sono stati bravi, si sono meritati lo scudetto e ora spero anche in Champions. E’ chiaro che ci sono squadre superiori, ma penso che le italiane possano giocarsele fino alla fine”.

Inzaghi, lei va bene in B, ma male in A
“E’ la mia storia, che per ora dice questo, in Serie A non è andata come volevo. Non mi interessa allenare in Serie A, B, o C, ma essere sereno e avere affetto ambienti con ambizioni”.

Il Milan è arrivato troppo presto?
“Forse sì, ero un allenatore giovane, era un momento di cambiamenti, ma ricordo che nessun giocatore mi ha mai mancato di rispetto, ma quell’esperienza mi ha fortificato. Noi facciamo un lavoro bellissimo, dove però bisogna avere le spalle larghe”.

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