Serie A, si comincia! Rocchi: “I nostri arbitri sono pronti”

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Gianluca Rocchi, ex arbitro italiano e ora dirigente, si è espresso al Messaggero sulle introduzioni per la nuova stagione di campionato:

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Il var a chiamata se e quando potrà essere introdotto?
«Noi ci adattiamo alle decisioni dell’Ifab, che in materia si è già espresso e per il momento non ha intenzione di aprire il VAR a chiamata».

Il tempo effettivo, invece?
«Sono assolutamente favorevole, anzi mi auguro che venga introdotto quanto prima. Il tempo uguale per tutte le squadre avrebbe un significato di giustizia ed equilibrio. Inoltre ci toglierebbe un grande problema, perché eviteremo ‘battaglie’ per perdite di tempo».

Ci sono personaggi particolari (vedi Mourinho) che un arbitro tiene d’occhio e che reputa ‘condizionanti’?
«L’arbitro bravo è quello che tratta tutti nella stessa maniera e dirige le partite senza pregiudizi. Detto questo, dovremo stare molto attenti ai comportamenti degli allenatori e delle persone ammesse in panchina, di conseguenza fin da subito non faremo sconti».

Le interviste a ‘caldo’: quanti arbitri sono pronti a farle?
«Gli arbitri sono tutti pronti, perché abbiamo ragazzi attenti, preparati, che studiano e mediamente hanno una cultura superiore agli arbitri di un tempo. Pertanto più che sulla nostra preparazione, la domanda dovrebbe essere girata a chi pone le domande, per sapere se l’intenzione è quella di conoscere le decisioni o fare polemica. Io sono per la trasparenza totale. Ogni volta che spieghiamo, i risultati sono positivi».

Le donne arbitro, una conquista. Quanto tempo ci vorrà per vederle subito in serie A con regolarità?
«Andranno in Serie A quando se lo meriteranno, così come accade per i colleghi uomini. Non vorrei infatti più parlare di donne o di uomini, ma solo di arbitri».

Arbitri e razzismo. Quali sono le linee guida per la prossima stagione?
«Il razzismo è una cosa che detesto, non solo nel calcio ma nella vita quotidiana. Pertanto gli arbitri dovranno essere molto attenti ad eventuali azioni di razzismo ed interrompere subito il gioco, sempre che riescano a capire e percepire ciò che sta accadendo dato che sono concentrati sulla partita».

Come cambia l’interpretazione del fallo di mano, visto che negli ultimi anni è stato motivo di discussioni?
«Non cambia nulla, anzi siamo molto soddisfatti della linea tenuta lo scorso anno sui falli in fase offensiva e soprattutto in quella difensiva. Per quanto abbiamo percepito, anche le società sono allineate».

Tre cose su cui lavorare di più.
«Primo: comunicazione arbitro-VAR. Secondo: migliorare i comportamenti degli occupanti delle panchine. Terzo: una spinta ancora maggiore verso i giovani che sono il futuro, non solo dell’AIA ma del calcio italiano in generale».

Si auspica che cosa per il prossimo campionato?
«Su rigori cercheremo di essere più rigidi nel concederne ancora alcuni in meno, anche se siamo soddisfatti del lavoro fatto. Sui provvedimenti disciplinari non dipenderà da noi ma dal comportamento di chi scenderà in campo».

Le figure degli addetti agli arbitri. Come le giudica?
«Siamo molto soddisfatti dell’introduzione di questa figura. Avremo un nostro associato, Riccardo Pinzani, che rientrando proprio da un ruolo all’interno di una società, ci darà giusti suggerimenti e supporto per confrontarci con tutte società di Serie A e Serie B».

Il var. L’optimum è intervenire di più o meno rispetto al passato?
«L’optimum è intervenire quando serve, la vera difficoltà è capire ‘quando serve’ pertanto non si può parlare a priori di una tendenza ad intervenire di più o di meno. Pur annoverano tra i nostri i VAR migliori d’Europa, chiederemo comunque di essere ancora più precisi».

Come si fa a dare spazio ai giovani e garantire qualità?
«Innanzitutto i giovani sono cresciuti perché hanno un’esperienza in più, maturata in due Campionati difficilissimi come quelli di A e di B. Il fatto che siano combattuti non vuol dire di per sé che non ci sia spazio, anzi».

Come si gestisce il ritorno in gruppo di arbitri con sentenza ancora in giudicato come Giacomelli o reduci da squalifica come La Penna?
«Rispettando le sentenze come ho sempre fatto, al tempo stesso facendoli arbitrare quando si faranno trovare pronti. Non ho mai avuto problemi».

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