Francesco Acerbi Inter

Acerbi torna su Lazio-Milan: “Dopo la risata è cambiato tutto”

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Intervistato dal Corriere dello Sport, l’ex Milan e ora difensore dell’Inter Francesco Acerbi è ritornato sull’episodio di Lazio-Milan dello scorso anno, uno dei motivi che l’hanno portato a rompere con la Lazio.

Francesco Acerbi, l’Inter può ancora vincere il campionato?
«Certo, se vinciamo contro il Napoli».

Significa che, alla ripresa, avrete subito la gara della verità.
«E’ una partita da dentro o fuori. Ci giochiamo tutto a gennaio, perché, a differenza della prima parte di campionato, non ci sarà più tempo per recuperare e non potremo più sbagliare. Il Napoli, finora, ha fatto cose impensabili. Dopo la sosta, però, le cose possono cambiare. E lo dico per esperienza personale, basti pensare alla Lazio pre e post Covid. Fino allo stop eravamo ingiocabili. Poi sappiamo com’è andata a finire…».

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Acerbi, tra gli aspetti che hanno funzionato, c’è proprio il suo inserimento. Nonostante le perplessità iniziali.
«Confesso di aver pensato di non venire più. Lo avevo detto anche ad Inzaghi. Non mi è piaciuto avere il dito puntato, con l’idea che avessi aiutato il Milan a vincere lo scudetto. L’effetto è che ora mi sono creato uno scudo e non provo più interesse per l’opinione della gente. Ho trovato profondamente ingiusto che venissero messe in discussione la mia serietà e la mia professionalità. Non me lo sarei mai aspettato per come ho lavorato negli ultimi 10 anni. Prima della malattia, il calcio per me era soltanto un hobby. Ma dopo sono stato impeccabile. E allora perché dovrei stare male per qualcosa che non ho commesso? Ho un carattere forte, potrei andare in partita anche da solo. Sono arrivato al punto di non dover più dimostrare nulla. Sarei molto contento se l’Inter mi riscattasse, ma non avrei rimpianti in caso contrario».

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Perché è finita male con la Lazio?
«Cominciamo dalla fine. Sarei rimasto a vita, altrimenti non avrei firmato per 5 anni. Ma sono stato comunque io a voler andare via. E a giugno l’ho comunicato a Sarri, che avrebbe voluto tenermi. Ero stato contentissimo per il suo arrivo. E non ho nulla da dire sul suo valore come allenatore: al contrario, è bravissimo, è forte e pensa calcio 24 ore su 24. Ma non mi sentivo adatto per quello che lui vuole da un difensore centrale. Io volevo divertirmi, fare quello che mi piace in campo: ho bisogno di anticipare l’avversario di leggere il gioco. Sarri, invece, ha il suo sistema: o fai così o fai così. Attenzione, però, ho sempre dato tutto, senza mai risparmiarmi».

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