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Ibra a PrimeVideo: “Io mai vicino all’Atletico, mi piace aiutare i più giovani”

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Ibra – Zlatan Ibrahimovic ha rilasciato un’intervista a Prime Video in vista della sfida di Champions League contro l’Atletico Madrid. Di seguito riportate le sue dichiarazioni:

Atletico Madrid-Milan, come vi state preparando?

Si prepara come sempre. Concentrazione, fisicamente e il piano di gioco. Io basta che sto bene fisicamente. Seguo le cose che mi fanno fare con equilibrio e se sto bene fisicamente sono presente. Abbiamo giocato bene contro l’Atletico fino a che siamo rimasti con uno in meno, in Champions contro una delle squadre più forti. Sappiamo cosa possiamo fare e quanto siamo bravi. Poi ogni partita è a sé.

Qualcuno dice che tu e Simeone siete simili come grinta e voglia di vincere. Cosa pensi di lui? È vero che potevi andare all’Atletico?

Penso che è un grande allenatore. Ha fatto grandi cose con l’Atletico Madrid. Si vede che è vivo in panchina e vive grandi emozioni. Ha grande mentalità e atteggiamento vincente. Poi ognuno ha il suo carattere, voglia e pensiero. Però se dicono che sia come me mi fa effetto e mi stimola. Quando ci sono questi personaggi è un vantaggio. L’ho visto una volta sola a Formentera, l’ho salutato e ci ho parlato ma non c’era la possibilità di andare all’Atletico.

Prima della partita cosa dirai ai compagni per caricarli?

Parlo tanto, è una responsabilità. Non è una cosa programmata. Quando sei un leader non è perchè qualcuno te l’ha detto. Sei leader automaticamente. Ognuno prende le sue responsabilità e chi si sente di parlare e dire le cose per dare coraggio lo fa naturalmente. Non c’è prima il mio turno e poi quello di Simon. Ognuno lo fa quando se lo sente. Le parole che dico sono spontanee, non le preparo.

Sulla sua mentalità

Il mio problema è che non sono mai soddisfatto. Voglio sempre fare di più e questa è la mia mentalità. Non è che devo dimostrare, devo fare di più per sentirmi vivo e sentirmi presente. Non voglio essere qua per quello che ho fatto prima, voglio essere qua per quello che faccio. Mi piace lavorare, mi piace soffrire, mi piace questo mondo che vivo. Più diventi grande e più le cose cambiano. In testa, fisicamente, però uno intelligente adatta tutto allo status di oggi.

Sul costruirsi come calciatore

Tutti hanno sogni e una visione. Per arrivare serve tanto. Bisogna crederci, avere voglia ed essere pronti a fare sacrifici. E soffrire, perchè non arriva tutto automatico e ti arriva tutto il successo. Dipende tutto da te. Nessuno credeva in me e in quello che facevo. Niente mi tornava. Però io non mollavo e avevo la fiducia di essere il più bravo di tutti. Questa mentalità mi ha portato avanti perchè ho sempre guardato avanti e non mi sono fatto influenzare dal fatto che non mi tornava niente. Ho dimostrato che tutto è possibile e tutto dipende da te, dipende da quanto sei pronto a dare e fare per arrivare. Io ho fatto il massimo che potevo, anche se sono arrivato da quasi niente. La mia condizione non era come quella degli altri.

Hai allenato anche la testa di Ibrahimovic. Come aiuti i compagni più giovani?

Sono a questo livello da 20 anni. Ho passato le cose più dure, negative e positive. Porto questa esperienza a loro così a loro non serve tanto per superarle, gliele do io. Parole chiave e lavoro chiave per fare quello che devi. Poi dipende da loro, ognuno si prende le sue responsabilità. Certo, sei giovane, ma cresci e dipende da te e a che livello vuoi arrivare.

Leggi QUI le parole di Ibra al The Guardian

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