Gimbo Tognazzi a RR: “Se la tranquillità porta il Milan a giocare con sufficienza preferisco avere gli altri a 1 punto dietro”

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Tognazzi a RR: “Meglio avere gli altri dietro che giocare con sufficienza”

Dopo qualche settimana di assenza è tornato a fare due chiacchiere con noi a LunchPress Gianmarco “Gimbo” Tognazzi. Insieme abbiamo parlato della prestazione con il Sassuolo, delle prossime partite e di qualche tifoso un po’ troppo critico.

Dopo la seconda sconfitta consecutiva piovono le critiche: c’è mancanza di equilibrio all’interno del tifo del Milan?
Preferisco parlare del Milan e non del tifo del Milan. Il tifo del Milan si divide in due parti: chi va allo stadio a supportare la squadra e chi parla tanto per parlare, visto che lo sport nazionale è sparare cazzate. Non mi voglio più confrontare con questo genere di atteggiamento che reputo antisportivo.

Cosa è andato storto contro il Sassuolo? La partita con l’Atletico ha lasciato strascichi?
Non direi, è stata una serie di concause, non ultima il fatto che far tirare troppo la carretta ad alcuni giocatori come Leao fa si che alla lunga si perda in brillantezza. Non ho visto per esempio un Brahim Diaz brillante, né tantomeno attento. Saelemaekers ci mette sempre tutto, ma non ha la brillantezza dell’anno scorso. C’è anche un problema psicologico: il Milan non può stare tranquillo, quando pensa a come gestire una situazione che va bene inizia a peccare di rilassatezza. Poi è ovvio che arrivano gli errori individuali: 5 gol su 7 li abbiamo regalati nelle ultime due partite. Soffriamo la difesa alta, quella del Porto come quella del Sassuolo e della Fiorentina, sono rimaste tutte molto alte e molto corte. Bisogna prendere precauzioni a questo sistema di gioco, ti fa perdere fluidità. E’ chiaro che dopo due partite così va fatto un bagno di umiltà: è obbligatorio guardare partita per partita, tutti i punti sono fondamentali.

Ci sono secondo te degli scheletri dopo quello che è successo l’anno scorso?
Il crollo l’anno scorso è arrivato tre mesi dopo. Se proprio ci deve essere un momento di flessione, allora meglio che sia in questo momento. Ma ora a cavallo del Liverpool non ce lo possiamo più permettere: abbiamo l’Inter dietro e il Napoli davanti, anche se c’è ancora lo scontro diretto. Mandare tutto allo scatafascio per due partite interpretate male a livello caratteriale è un grosso errore, è prematuro. Certo che se la tranquillità porta il Milan a giocare con sufficienza, allora preferisco avere gli altri a 1 punto dietro. Quando siamo troppo rilassati e pensiamo di poterla sfangare con qualche giocata dei singoli veniamo sempre presi in contropiede. Dobbiamo avere sempre qualcosa da dimostrare: quando ce la crediamo troppo e perdiamo umiltà e semplicità, prendiamo gli schiaffi.

E’ più una questione di concentrazione o una questione fisica? Sembra che per fare bene il Milan debba sempre essere al 100%.
Questo per forza, se sei la squadra che siamo noi, con molti giovani e qualche anziano esperto sia chi gioca che chi subentra deve sempre dare il massimo. Il Milan è in un periodo in cui l’avvicendamento di certi giocatori arriva in un momento tosto: Maignan arriva da un recupero lampo ma la cosa vale per Florenzi, Messias e tutti quelli che hanno giocato meno. Il crollo psicologico di San Siro è stato netto, basta guardare la prestazione di Bakayoko: per 20 minuti domina, poi esce dal campo. Manca la tranquillità per rimettere in sesto le seconde linee. E poi abbiamo avuto la conferma che il Milan non può permettersi due defezioni in difesa come quelle di Calabria e soprattutto di Tomori. La situazione non è semplice nemmeno per gli allenatori: con tutte queste partite non c’è tempo di provare cose diverse, è difficile che una squadra possa migliorare strada facendo. Non c’è tempo di aggiungere la pratica alla teoria.

Mercoledì c’è subito il Genoa, è una fortuna giocare subito o sarebbe stato meglio tirare il fiato?
Quando fai una figuraccia dove non si salva nessuno per spirito di reazione (che invece c’è stato a Firenze) è meglio giocare subito. Nelle ultime partite ci sono stati troppi individualismi, bisogna tornare a giocare di squadra. C’è da dire anche che se i rinnovi portano alla flessione che ha avuto per esempio Saelemaekers, non rinnoviamo più nessuno. La flessione emotiva è grande, era spento anche se è quello a cui si può recriminare meno. Il Milan non può regalare 2-3 gol a partita e pensare di portare a casa punti. Tocca ritrovare la quadratura dietro, abbiamo capito che Tomori è fondamentale. Mi dispiace per Sheva ma a Genova non abbiamo possibilità di sbagliare, non ci possiamo permettere errori. Da adesso non puoi più perdere punti, i bonus per un bel po’ te li sei giocati.

Ma cosa abbiamo fatto di male al Sassuolo e a Berardi?
Il Sassuolo è discontinuo: quando gioca con le grandi riesce a mettere in campo cose buone, mentre ha perso punti con le squadre di pari grado. Domenica giocavano a uno due tocchi, ci hanno fatto correre e non riuscivamo a fare il nostro solito pressing. Vista la prestazione sorvoliamo anche sull’errore arbitrale di Manganiello: c’era un rosso su Raspadori e un rigore sul finale di partita. Anche se non sarebbe cambiato nulla.

Sottolineiamo anche qualche cosa positiva di ieri, come gli applausi nel riscaldamento a Tatarusanu e Gabbia.
Sottolineiamola volentieri. Tatarusanu salva il risultato contro l’Atletico dopo 5 minuti e non ne ha parlato nessuno, come dopo la prestazione contro il Porto. Se un tifoso si ricorda quello che gli fa comodo per vomitare le soddisfazioni di una vita mediocre è un problema suo: di sicuro non è tifo.

Rileggi QUI l’editoriale di Milan-Sassuolo

Riguarda QUI l’episodio integrale di LunchPress con ospite Gianmarco Tognazzi

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