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Gazidis a SportWeek: “Non vorrei mai più trovare il Milan di due anni fa”

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Ivan Gazidis ha rilasciato una lunga intervista a SportWeek. Queste alcune delle sue principali dichiarazioni:

“Il Milan ha tifosi straordinari che mi hanno colpito per competenza e autenticità. I valori di riferimento sono gli stessi che avevamo all’Arsenal. Valori a cui tutti devono far riferimento, tutti quelli che lavorano per il Milan, a partire dai giocatori. Il primo valore è quello dell’unità, che significa coesione d’intenti, ma soprattutto inclusione. Da noi sono tutti benvenuti. E poi c’è uno stile di comportamento che si associa al Milan, direi che si può sintetizzare con la parola eleganza. E la volontà di guardare avanti, anche oltre i confini del calcio, di avere una prospettiva”.

Sul progetto: “Fin dal primo giorno abbiamo avuto una strategia chiara basata su 4 principi.

Il primo è il campo come priorità, perché il calcio moderno non è solo un sistema di gioco, ma è una mentalità. Velocità, pressing, uno contro uno e transizioni come momento fondamentale. Non vorrei mai più trovare il Milan come era due anni fa. Vorrei un Milan forte, che faccia emozionare e crei orgoglio.

Secondo è aumentare i ricavi con una nuova organizzazione. Il Milan è un brand forte che ha oltre 500 milioni di sostenitori nel mondo. Siamo il marchio sportivo italiano più forte in diversi mercati strategici come gli USA e la Cina e negli ultimi 12 mesi abbiamo chiuso contratti con 21 nuovi sponsor.

Terzo: un nuovo stadio, necessario per avere futuro.

Quattro creare le fondamenta per la sostenibilità economica. Abbiamo una proprietà solida, che ci sostiene e crede fortemente in questo progetto, ma il percorso è ancora lungo”.

Su Pioli: “Stefano ha una sensibilità superiore, cerca di capire gli altri e si preoccupa per tutti. chi sente questa empatia e professionalità si getterebbe nel fuoco per lui. È un professionista in sintonia con la nostra visione. Di lui mi piace il fatto che rende facile ciò che sembra difficile”.

Su Maldini: “È una bandiera, una leggenda del calcio, ma è soprattutto un direttore sportivo che conosce benissimo il calcio e sa guardare avanti pensando alla sostenibilità economica. In questi ultimi tre anni è cresciuto tantissimo”.

Sul rinnovo di Ibrahimovic: “Sulle vicende dei singoli giocatori, preferisco lasciare la risposta a Maldini. Lo Zlatan che conosco io è un uomo di grande intelligenza e sensibilità. Ha un’identità privata che adoro e una personalità pubblica che alimenta e utilizza per motivarsi. Del resto per restare competitivi a 40 anni, la motivazione ha un ruolo decisivo”.

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photocredits acmilan.com

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