Galliani: “Mi sono emozionato come 11 anni fa a Roma!”

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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Adriano Galliani ha voluto fare dei complimenti speciali al Milan per lo scudetto.

È il primo titolo rossonero vissuto da esterno, da “semplice” tifoso. Era ugualmente teso?
«Molto! Mi ha invitato il presidente Berlusconi per vedere insieme la partita, come fianco a fianco siamo stati in passato per esultare per i 29 trofei del nostro Milan. Sono felicissimissimissimo e potrei andare avanti ancora. Il nostro cuore resta ultra-rossonero, per questo ci siamo emozionati. Se penso a Ibra che c’era allora e c’è anche oggi… Un applauso a lui e a tutti quanti, bravissimi, ognuno ha fatto la sua parte».

Capacità di superare le difficoltà, più forte degli infortuni, tornato grande con tanti giovani: qual è la prima immagine che le viene in mente associata al trionfo?
«Penso al grande trofeo che il Milan può aggiungere alla sua storia leggendaria. Io esultavo a Wembley nel 1963, prima Coppa dei Campioni aggiunta in bacheca, e faccio festa oggi. La storia continua, il grande Milan finalmente va avanti».

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È una squadra che può aprire un ciclo: ci sono analogie con i grandi Milan del suo passato?
«Non ho mai amato i paragoni e non ne faccio neppure stavolta. Rinnovo i complimenti a tutti, società, allenatore, giocatori. Sono felice esattamente come lo ero stato undici anni fa per lo scudetto conquistato a Roma. Godiamoci questo trionfo anche perché come numero di titoli nazionali ci permette di raggiungere l’Inter a quota 19. Ricordo quando al nostro diciottesimo già pensavamo alla seconda stella: la volevamo raggiungere prima dell’Inter e questo resta l’obiettivo. Non dimentichiamo che la città di Milano è la sola ad avere due squadre che possano entrambe vantare la vittoria della Champions League. E che anche quest’anno porta sul podio due squadre: l’anno scorso prima l’Inter, secondo il Milan. Stavolta primo il Milan, seconda l’Inter: decisamente meglio così».

Come sa perfettamente, certi successi si costruiscono anche lontano dal campo. Ai colleghi dirigenti di oggi, da Scaroni a Gazidis, da Maldini a Massara, cosa vuole dire?
«Sono tra i grandi artefici di questo successo. Le squadre di calcio sono fatte anche da dirigenti che passano il testimone, e ora sta succedendo di nuovo. Sono manager bravissimi e molto, molto preparati: di nuovo complimenti a loro».

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