Fabio Capello a Radio Rossonera: “Se Kessié non accetta l’offerta del Milan se ne vada pure”

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Fabio Capello – Oggi è stato ancora ospite al nostro Talk l’ex giocatore prima ed allenatore del Milan poi Don Fabio Capello, che ha parlato dei prossimi impegni dei rossoneri, del derby appena passato e della politica della società sui rinnovi di contratto.

Il Milan quest’anno è una squadra più consapevole della sua forza, rispetto alla scorsa stagione che era visto come una sorpresa, però nonostante questo in molti ha fatto della sua spensieratezza uno dei suoi punti di forza. Come si mantiene questa spensieratezza con il proseguo della stagione se il Milan sarà sempre di più una delle favorite per lo scudetto?
La spensieratezza la si trova in tutti i momenti del lavoro giornaliero, ma deve essere sviluppata assieme a dei lavori e degli impegni specifici. Bisogna lavorare con allegria, aiutandosi nelle partite e giocando per gli altri, non solo per sé stessi. La spensieratezza deve essere positiva, e deve portare qualcosa alla squadra andandoci di pari passo.

All’orizzonte il Milan ha la gara con la Fiorentina e la sfida europea contro l’Atletico Madrid al Wanda Metropolitano. Come affronterebbe queste due gare una in fila all’altra anche dal punto di vista dei titolari da scegliere?
Questa è una domanda alla quale non posso rispondere: solo l’allenatore è in grado di decidere, noi esterni possiamo avere delle idee ma ora come ora è impossibile dire con quale formazione affronteresti le prossime due partite. Sicuramente la formazione ideale ce l’ha in testa Pioli, vorrebbe avere tutti a disposizione e tutti convinti della propria forza dopo gli impegni con le nazionali. Saranno due partite difficili, la prima contro una squadra in crescita e la seconda contro un avversario che chiaramente vuole andare avanti nella competizione. A Madrid sarà sicuramente più difficile rispetto che a Firenze (con tutto il rispetto per la Fiorentina), contro un avversario che gioca davanti ai propri tifosi con giocatori di grandissima qualità. La cosa sola da augurarsi per il Milan è che i nazionali rientrino indenni, carichi e freschi, sia atleticamente che psicologicamente.

Che tipo di innesto sceglierebbe se fosse l’allenatore del Milan considerando la stagione in corso?
Mi sembra che la squadra che la società ha messo a disposizione di Pioli sia una squadra costruita con intelligenza, che può andare avanti così in quanto ha trovato un suo equilibrio. Se poi si vuole qualcosa in più non sono io a dover dire che serve un attaccante, un difensore o un centrocampista. Quando allenavo e facevo la lista dei giocatori che avrebbero migliorato il livello della mia squadra, li numeravo: per primo mettevo un giocatore che avrebbe alzato l’asticella, come secondo uno che avrebbe sì migliorato ma non così tanto e alla fine un giocatore da prendere solo in caso di infortunio. Fare delle ipotesi è comunque inutile, lasciamo fare a Maldini e Massara: solo loro sanno quali acquisti potrebbero essere congrui con la rosa a disposizione e le possibilità della società.

Lo scorso ciclo di partite, prima della sosta per le nazionali, si è chiuso con il derby di Milano terminato per 1-1. Che differenze principali ha visto tra le due squadre? La corsa scudetto vede protagoniste solo Napoli, Milan e Inter?
L’Inter si è dimostrata una squadra più matura: da campione in carica aveva voglia di vincere attraverso un modo di giocare organizzato. I nerazzurri sono però ancora alla ricerca di questo nuovo modo di giocare, avendo perso quest’estate giocatori fondamentali come Lukaku e Hakimi. Mi è piaciuta l’Inter ma altresì il Milan, che anche nei momenti di sofferenza ha sempre giocato. Non si è mai tirato indietro, cercando di recuperare la palla per poi andare a vincere. Nella parte finale il Milan ha dimostrato di essere anche più tonico a livello fisico. Il pareggio è stato tutto sommato giusto. Il Napoli invece è una squadra che ho sempre messo tra le favorite anche prima dell’inizio del campionato: ha ottimi giocatori e un allenatore di esperienza che sta riuscendo a dare qualcosa in più alla squadra. La parte migliore del Napoli è comunque la difesa, che ha subito finora pochissimi gol: la presenza imperante di Koulibaly si vede sempre, in tutti i momenti.

Come valuta la politica del Milan sui rinnovi? Può essere questo il futuro?
Non c’è dubbio, soprattutto per il calcio italiano, altrimenti ci si indebita sempre di più rischiando il fallimento. La strada è corretta, il Milan ha acquistato Kessié dall’Atalanta, facendolo crescere e riuscendo poi ad avere un suo contributo fondamentale. Ora la società ha delle idee e delle direttive a livello economico ben precise e il giocatore conosce già benissimo le offerte della società.
Se non le accetta può tranquillamente andarsene, io sono dell’idea che bisogna tenere dei giocatori come abbiamo detto prima tranquilli e spensierati. Come successo con Donnarumma è meglio che il Milan lasci andare Kessié, evitando di ritrovarsi in casa un giocatore che a causa dei rimorsi non riesce più a dare tutto sul campo.

Riguarda QUI lo speciale dedicato a Sandro Tonali realizzato dalla redazione di RadioRossonera

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